Energie rinnovabili: è Oreste Vigorito il signore dell’eolico

13 febbraio 2009

Avellino – Oreste Vigorito era un avvocato di Avellino e oggi è il signore dell’eolico italiano. Con il gruppo Ivpc gestisce la gran parte delle centrali a vento installate in Italia, fattura 250 milioni, occupa 420 persone e muove un indotto che vale almeno altri mille posti di lavoro. La sua storia incarna quel sogno “green” che sta attraversando l’economia: far crescere reddito e occupazione grazie all’energia pulita. Ricchezza grazie al sole, al vento, ai rifiuti del legno, ai piccoli corsi d’acqua e persino ai vapori sotterranei. L’industria dell’eolico (2 miliardi e 196 milioni) ha aumentato i suoi ricavi di oltre 43 punti di percentuale. E le biomasse oggi valgono 2 miliardi e 285 milioni, con un incremento netto di 564 milioni di euro. Attorno ai pionieri dell’eolico italiano (Edison, Enel, Ivpc) è cresciuto così un mercato di sviluppatori più che di produttori. E ancora ci si interroga se società come le altoatesine Leitwind e Fri-El, impegnata anche in un progetto per sfruttare il moto delle maree, riusciranno a inserirsi nel circuito dei grandi operatori internazionali. Energia verde significa anche geotermia, che in Italia coincide con l’impianto Enel di Larderello, e pannelli solari termici (mercato da 400 milioni controllato da Riello e Merloni Termosanitari), ma con sole e vento si impongono per potenzialità soprattutto le biomasse liquide (biocarburanti) e quelle solide, vale a dire rifiuti, liquami, legno, vegetali. Non è certo un caso dunque, se anche ex gigante dell’acciaio come Falck si è ormai convertito al green. Il gruppo ha appena annunciato la costruzione di un grande impianto eolico a Minervino Murge, ma soprattutto è impegnato con la Seci (gruppo Maccaferri) nella riconversione di cinque zuccherifici in impianti a biomassa.