Emergenza cinghiali, Coldiretti Avellino: “Bene il Collegato Ambientale, ma in Irpinia serve piano straordinario”

Emergenza cinghiali, Coldiretti Avellino: “Bene il Collegato Ambientale, ma in Irpinia serve piano straordinario”

2 febbraio 2016

“Bene il Collegato Ambientale ma non basta. In Irpinia e in Campania occorre un piano straordinario di contenimento dei cinghiali”. Lo dichiara in una nota il direttore di Coldiretti Avellino, Salvatore Loffreda.

Le norme del ‘Collegato Ambientale’, entrato in vigore oggi, prevedono l’arresto fino a sei mesi per chi immette sul territorio cinghiali e il divieto di foraggiare gli ungulati per scoraggiarne la proliferazione.

“Sicuramente sono provvedimenti che accogliamo con favore, ma in Irpinia non bastano – avverte Loffreda -. Ormai il numero di questi ungulati è talmente fuori controllo che servono azioni ben più incisive. Nell’area di Montemiletto, Chianche, ma un po’ in tutta la provincia, i cinghiali si spingono fin dentro i centri abitati. I danni sono insostenibili e non si limitano più solo alle coltivazioni di vigneti, noccioleti, prati pascolo ma in alcuni casi addirittura alle strutture, alle siepi, agli steccati, agli impianti di irrigazione, con un costo diventato esorbitante per le imprese”.

“La gestione della fauna selvatica – conclude Loffreda – va affrontata in maniera determinata anzitutto da parte della Regione Campania che deve dare attuazione al programma straordinario di emergenza cinghiali approvato a fine dicembre dalla Giunta”.