Elezioni Europee, Nadia Sgro: l’ingegnere beneventana candidata a Bruxelles

Elezioni Europee, Nadia Sgro: l’ingegnere beneventana candidata a Bruxelles

20 maggio 2019

Nadia Sgro, classe 78, beneventana, ingegnere, imprenditrice, moglie e da qualche settimana candidata nella circoscrizione Sud per le Europee del 26 maggio in quota Lega.

Come è nata questa candidatura?
Il mio curriculum è stato selezionato direttamente dai vertici della Lega e, sin da subito, ho sentito la necessità di dare il mio contributo, mettermi in gioco e farmi parte attiva del cambiamento. Come donna e professionista devo confrontarmi con problematiche e criticità quotidianamente e, pertanto, sono ben consapevole che le istanze dei cittadini, delle aziende e dei professionisti necessitano di una risposta rapida e concreta in Europa. Me ne farò interprete con spirito di servizio e senso di responsabilità.

Qual è la sua visione di Europa?
L’Europa dovrebbe essere più attenta e in grado di ascoltare i bisogni dei Paesi membri, diversi tra loro e ciascuno con le proprie peculiarità. E, quindi, dovrebbe essere un’Europa che tuteli il made in Italy, valorizzi le specificità territoriali, le nostre eccellenze. Un’Europa che non ci schiacci, che dia voce alle piccole e medie imprese, cuore pulsante del nostro Sud. L’Ue deve essere in grado di ascoltare tutti e fare sintesi, riconoscendo alle differenze tra gli Stati membri e alle diversità tra le regioni europee il valore aggiunto da porre alla base della nuova Europa.

Su quale principio baserebbe la rifondazione dell’Ue?
Sul principio che in gergo aziendale si chiama “miglioramento continuo”. Molto è stato fatto finora, ma sicuramente c’è ancora tanto altro da fare, da migliorare, da perfezionare. E le elezioni del prossimo 26 Maggio ci danno l’opportunità di farlo. Una cosa è certa: il voto di domenica sarà cruciale, avrà un forte impatto nella storia dell’Unione Europea, non solo sul piano politico, ma anche per la futura attività del Parlamento Ue e per le conseguenze sulla vita di cittadini e imprese. Pertanto, la nuova composizione del Parlamento sarà decisiva e non possiamo permetterci di rimanere, ancora una volta, indietro.

Quali sono i temi che ha più a cuore?
Preservare il nostro patrimonio, ambientale e culturale, puntando sulle aree interne. Va contrastato il depauperamento umano e di risorse, favorendo ad esempio il ricambio generazionale in agricoltura, sostenendo l’impiego di nuove tecnologie, favorendo l’accesso al credito da parte dei giovani, preservando le coltivazioni autoctone o sperimentando nuovi filoni produttivi.

Nel suo tour elettorale ha percepito ancora una certa diffidenza nei confronti della Lega?
No, al contrario, la Lega sta raccogliendo consensi in tutto il Sud. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con realtà e comunità del territorio molto diverse tra loro, ma tutte sono unite dal forte desiderio di rinascita e tutte vedono nella Lega una forza politica concreta e affidabile.

Quali sono le difficoltà che maggiormente le vengono avanzate dalla gente che sta incontrando?
Le criticità da affrontare sono sicuramente numerose. Quelle che forse, più di tutte, accomunano sia la popolazione civica che le attività imprenditoriali, sono il lavoro e le infrastrutture. Promuovere lo sviluppo occupazionale e garantire ai nostri giovani la possibilità di lavorare ed affermarsi nella propria terra di origine rappresentano una priorità che non può essere più rimandata. Inoltre, il Sud merita una rete di infrastrutture efficiente, che consenta di sfruttare al meglio la posizione strategica del nostro territorio e permetta di valorizzare il suo immenso patrimonio economico e turistico.

In due parole, nel suo bagaglio cosa porterebbe a Bruxelles?
Professionalità e pragmatismo.