Elezioni, Cipriano contro i tromboni sfiatati del Pd. E su Petracca: “Non lo sento da molto, ma…”

Elezioni, Cipriano contro i tromboni sfiatati del Pd. E su Petracca: “Non lo sento da molto, ma…”

17 aprile 2018

Marco Imbimbo – La vicenda del Teatro “Carlo Gesualdo” si innesta prepotentemente nella imminente campagna elettorale per le amministrative, che, a conti fatti, è già inizia e vedrà proprio Luca Cipriano in campo, come lui stesso sottolinea.

“Ho fatto del mio impegno al “Gesualdo” un punto d’onore, più continuano a dire falsità su di me e più mi avranno tra le scatole. Da cittadino non tollero che a Palazzo di Città siedano persone di quella tipologia che dicano falsità e bugie – spiega Cipriano col chiaro riferimento al sindaco e ai consiglieri di maggioranza. Ci sarà una campagna elettorale, io non mi tiro indietro e avrò un ruolo, anche se non so quale, ma sarò una spina nel fianco di persone come Foti, questo Pd e questo consiglio comunale che hanno umiliato la città di Avellino e hanno ancora la sicumera di andare in Aula a fare i tromboni sfiatati. È finito il loro tempo, il sindaco mi rimanda al mittente “mai più”, vedremo il 10 giugno quale “mai più” si stamperà bene sulla fronte qualcuno di noi”.

In Aula qualcuno ha sostenuto che Cipriano avrebbe pagato per la sua posizione presa alle regionali, ipotesi, questa, che per l’ex presidente va vista come un merito. “E’ vero perché non mi sono mai piegato alle logiche di questo Pd né di questa amministrazione e del sindaco. Anche io ricordo benissimo la passeggiata per il Corso con la signorina Grella, io criticavo il modo scomposto e clientelare di come venivano gestite le politiche culturali ad Avellino. Non ho mai detto anzi hanno ricevuto qualche porta in faccia. Alle regionali non ho votato per l’illustrissimo senatore Enzo De Luca e qualcuno si è legato al dito questa cosa. Per cui, mettendo in fila tutte queste vicende e anche che, avendo un lavoro nella vita non debba elemosinare niente a questa gente, evidentemente ha dato troppo fastidio ed è arrivato l’ordine di farmi fuori”.

Il suo doppio mandato di fila alla guida del Massimo cittadino, però, è anche frutto delle due campagne elettorali come candidato del Pd, anche se Cipriano sottolinea che l’unico suo ringraziamento vada “agli avellinesi che mi hanno eletto entrambe le volte a consigliere comunale. Il presidente dell’istituzione teatro è una delle possibili funzioni che puoi svolgere se vieni eletto consigliere, quindi non devo ringraziare il Pd, ma chi mi ha votato. Quando poi ho capito che stavo nel partito sbagliato me ne sono andato, ma senza saltare da una parte all’altra come fanno tanti”.

Guardando indietro, c’è rammarico per aver contribuito, nel 2013, alla vittoria del Pd e di Foti, coloro che, secondo Cipriano, lo avrebbero fatto fuori perché un personaggio scomodo. “E’ stato uno dei più grandi errori politici che ho commesso nella mia vita. Ho già chiesto scusa alla città. Non rinnego nessun passaggio della mia storia, ma neanche rinnego che abbia alzato la voce quando ho capito che questo Pd non funzionava. E il risultato è stato che mi hanno sbattuto fuori con un calcio nel sedere perché non ero organico come i bravi consiglieri comunali che alzano la manina in Aula”.

Intanto bisogna guardare alle prossime elezioni e anche alle possibili alleanze, tra cui spiccano i confronti con la sinistra, ma anche voci che lo vedono dialogare con Maurizio Petracca anche se Cipriano definisce il tutto come “montato dalla stampa. Non vedo Petracca da tempo e non ci sono ragionamenti in corso con quella parte politica. Ho fatto una scelta trasparente e detto che la città non ha bisogno divisioni, ma persone per bene che si mettano insieme. Non è un problema se ci siano storie politiche differenti. Un’unitarietà d’intenti, indipendentemente dai partitin è utile per Avellino, ma ad oggi non c’è alcun accordo con qualcuno. Probabilmente ci sarà un’esperienza politica che ci vedrà andare avanti autonomi, scendendo in campo con più liste, magari anche di altre formazioni politiche che si sono avvicinate a noi. Se così sarà, la città valuterà le persone che mettiamo in campo, altrimenti troverà altre alternative perché, per fortuna, in città non c’è più solo il Pd. Anzi l’unica cosa certa è che il Pd ha già ipotecato la sua sconfitta storica in questa città”.