Effettua dei lavori nella sua casa di Volturara e trova un quadro di inestimabile valore

Effettua dei lavori nella sua casa di Volturara e trova un quadro di inestimabile valore

1 luglio 2016

Maurits Cornelius Escher, il mostro di Loch Ness e Volturara Irpina.

Un filo fatto di arte eccelsa, unica; un uomo caparbio, una cittadina dell’Avellinese, dove è nato, vive e risiede chi ha materialmente rinvenuto un’opera d’arte, Raffaele De Feo, altrimenti destinata all’oblio ed alla distruzione, con una perdita incommensurabile per la cultura.

Escher, incisore e grafico olandese, che svetta nel campo delle incisioni su legno, litografie e per la sua esplorazione dell’infinito. Un uomo, un artista unico nel suo genere, che ha lasciato una forte e significativa traccia nel firmamento culturale, non solo nei Paesi Bassi, dove è nato, nel 1898  ed ha lavorato, sino alla sua morte, nel 1972. Forse era destino che una grande opera d’arte, un eccelso artista,  proiettassero il piccolo splendido centro dell’Irpinia, Volturara Irpina, all’attenzione non solo del mondo culturale, ma anche dell’informazione.

Certo, è una storia complessa, una storia che, ancora una volta dimostra che il “caso”, il “fato” determinano molte volte delle svolte, degli eventi inimmaginabili. Il caso, una circostanza banale  ha fatto conoscere al mondo, un’opera d’arte unica.

Raffaele De Feo, ex appartenente alla Polizia di Stato, dovendo effettuare dei lavori di ripristino, nella propria abitazione di Volturara Irpina, preleva del materiale da un deposito di famiglia, nel centro storico del Paese, dove la famiglia De Feo,  rientrata dalla Svizzera, dopo una permanenza per motivi di lavoro di alcuni decenni, aveva una sorte di deposito.

Nel corso  dei vari prelievi  effettuati, De Feo si imbatte in un quadro, ricevuto in regalo  dalla famiglia, durante la permanenza in Svizzera ed a cui, evidentemente, non avevano attribuito alcun valore, ma quel  quadro aveva destato l’attenzione dell’ex Poliziotto che,  pur a digiuno di tecniche pittoriche e artistiche in genere, era rimasto folgorato dalla mano ferma, dalla forza ipnotizzatrice ed espressiva  che quel quadro esprimeva.

Da autodidatta, decideva di impegnarsi, quasi a tempo pieno, per saperne di più, su quel quadro  e più approfondiva le sue ricerche, più si convinceva di essere nel giusto: troppe coincidenze, troppi tasselli, troppi riscontri, portavano all’artista olandese. De Feo, decide di volare alto e dal piccolo centro dell’Irpinia partono email, raccomandate ecc., dirette a musei studiosi  ecc., nazionali ed internazionali.

La notizia, lentamente si diffonde, non solo a Volturara Irpina, ma  “dilaga” ben oltre i confini nazionali, anche grazie a servizi televisivi ed articoli di molte testate giornalistiche.

Quella di Raffaele De Feo è una battaglia che dura dal 2004, una battaglia che  non è stata certamente facile. Molti non credevano che l’ opere rinvenuta fossero di Escher, ma De Feo è veramente “testa dura”. Decide di rivolgersi ad un perito grafico, iscritto  all’albo del Tribunale civile e penale di Roma, la dott.ssa Anna Petrecchia, che ha rilasciato una  consulenza giurata nella quale si attesta l’autenticità dell’opera.

Intanto, più passa il tempo, più il caso Escher cresce, anche perché,  sono sempre di più gli organi di informazione  che si occupano del caso e da ultimo, lo scorso aprile, nel corso del TG4, il Direttore, Alessandro Cecchi Paone, ha  commentato  la vicenda  relativa al ritrovamento del quadro. Sempre meno scetticismo, sempre più certezze. Questa vicenda, può avere un risvolto estremamente positivo anche per la cittadina di Volturara Irpina (Av), in chiave culturale e turistica.

Tanti  scettici, soprattutto i professionisti dello “scetticismo”, si sono dovuti ricredere e già sono incominciati  gli ammiccamenti  e cresce, negli ambienti qualificati, l’attenzione per l’opera. Crediamo che De Feo ami profondamente  la sua terra  e, pur tutelando, giustamente ed ovviamente, il suo interesse personale, non  vorrà privare  la sua terra natale di un’occasione di sviluppo  turistico che potrebbe coniugare  la bellezza dei luoghi e l’arte, la grande opera.

Il Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO./S.E.L.P.), da subito si è schierato a sostegno dell’attività di ricerca e di analisi, intrapresa da Raffaele DE FEO per giungere ad acclarare l’autenticità dell’opera rinvenuta, i fatti e gli sviluppi che in questi anni, hanno ruotato attorno alla vicenda, a giudizio del LI.SI.PO./S.E.L.P., hanno fatto completa chiarezza sull’autenticità di un ritrovamento che rappresenta un esempio di coerenza e di valore artistico, a cui l’amministrazione comunale di Volturara Irpina deve prestare sempre, più attenzione, dal momento che l’opera potrebbe diventare il “petrolio” della cittadina Irpina.


1 Comment so far

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  1. cipi
    #1 cipi 7 dicembre, 2017, 04:20

    è molto strana la cosa: alcune ‘opere d’arte’ vengono divinizzate, altre considerate ‘dal mercato’ una nullitá. alquanto bizzarra la cosa. ma cosa possiamo aspettarci dalla mente umana manipolata che prima denigra e poi apprezza? la documentazione che il quadro in oggetto sia originale esiste come è esistito l’artista che lo ha fatto. sará per il prossimo futuro solo questione di gusti per un probabile acquirente?

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