Edilizia in crisi, la Fillea incalza: “Avanti con Più Europa e Puc”

13 dicembre 2011

“I timidi segnali di apertura dei cordoni della borsa da parte della Regione Campania sono benauguranti. Speriamo che non si tratti dell’ennesimo annuncio perché il settore delle costruzioni necessità di immediati interventi nell’ambito delle opere pubbliche, così come la città capoluogo non può attendere ancora per la realizzazione delle opere, in particolare il Mercatone di via Ferriera ed il completamento del tunnel”. La Fillea CGIL di Avellino registra con piacere la disponibilità della regione Campania a prendere finalmente in considerazione il finanziamento degli interventi previsti dal piano Europa Più.

“Contestualmente – aggiunge il segretario provinciale Antonio Famiglietti – auspichiamo che nell’ambito degli interventi pubblici si mettano in atto tutte le dinamiche necessarie a garantire trasparenza, sicurezza per i lavoratori, regolarità e si favorisca, nel rispetto della legge, l’imprenditoria locale, da tempo in crisi, non solo per il settore delle costruzioni strettamente inteso”.
La notizia dei finanziamenti da parte della Regione ha sollecitato nel segretario della Fillea di Avellino un’ulteriore riflessione per quanto riguarda la costruzione privata in città: “Sono troppo numerosi i casi in cui nell’ambito urbanistico, l’amministrazione è fatta oggetto di accuse. La Fillea ritiene che occorre sicuramente evitare speculazioni, salvaguardare gli ambiti collinari e non avviarsi verso una cementificazione selvaggia, soprattutto se questa riguarda costruzioni che non risolvono il problema della domanda di abitazioni. Allo stesso tempo – osserva Famigli etti – riteniamo che, nel rispetto delle leggi e nell’attuazione dei numerosi protocolli che le amministrazioni hanno siglato con imprenditori e sindacati, si dia un impulso immediato alle norme del piano urbanistico, favorendo l’impresa privata, laddove questa, nella regolarità, interviene a soddisfare anche interessi del pubblico, come è il diritto alla abitazione, a molti cittadini oggi negato. Riteniamo che avviare un circolo virtuoso per il quale si determinino regole certe e chiare a partire dal Puc, entro le quali chiamare gli imprenditori locali ad operare, rappresenti una delle poche possibilità di rilancio del settore ed un’occasione per limitare o evitare fenomeni di speculazione, che finiscono per avvantaggiare chi intende operare al limite della legge senza una ricaduta positiva in termini economici per il comparto e in termini sociali quale risposte alle esigenze dei cittadini”.