E’ crisi industriale – Dopo l’incontro tra sindacati e vertici aziendali, sale la preoccupazione per il futuro irpino

20 aprile 2005

Irpinia / Denso, Flextronics, Fma: le aziende irpine ancora nell’occhio del ciclone. Il fantasma da combattere, come, sempre, è la cassa integrazione. Uno spettro, figlio di difficoltà che riflettono, sostanzialmente, una generale caduta di competitività del ‘sistema Italia’ nel mercato globale e nello stesso mercato interno dell’Unione Europea. Ieri mattina sindacati e vertici della Flextronics hanno firmato, dopo l’annuncio di altre tredici settimane di stop per ottanta dipendenti, una tregua armata. “Eravamo convinti di trovare un accordo per gestire meglio una crisi che non aveva nulla di passeggero – precisa il segretario provinciale Fim-Cisl, Giuseppe Zaolino – I motivi sono collegati a problemi di carattere produttivo e finanziario che porteranno l’irpina produttrice di componentistica elettronica a fermarsi fino ad ottobre”. “Lo stillicidio della Flextronics deve finire – si legge nel comunicato a firma di Giovanni Centrella, segretario provinciale Ugl Metalmeccanici – E’ ora che tutte le istituzioni si facciano carico dell’ennesimo problema che affligge la provincia di Avellino e, di conseguenza, le famiglie dei lavoratori che si vedono toccate il proprio stipendio per altre tredici settimane. La Ugl metalmeccanici, chiederà, nei prossimi giorni vari incontri con le cariche istituzionali della provincia di Avellino, rendendo partecipe la segreteria nazionale”. La contingenza negativa che sta attraversando la Fiat, ha travolto, invece, i due stabilimenti che rientrano nell’indotto dell’azienda torinese. Un destino, però, non comune quello che incombe sul futuro di Fma e Denso. La filiale specializzata in motori per autovetture, subirà la cassa integrazione solo il 14 e il 16 maggio. Due giorni che, paragonati alle due settimane della casa madre e alle quattro della Denso (il termine scade a metà maggio), passano quasi inosservati. “La situazione della Denso, azienda produttrice di climatizzatori per automobili che conta novecento dipendenti – continua Zaolino – è davvero preoccupante, considerando uno stop che bissa i tempi di cassa integrazione a cui è sottoposta la Fiat stessa. A fine mese è previsto un nuovo incontro con i vertici aziendali e speriamo di raggiungere un accordo”. Insomma l’Irpinia della produzione è ferma al palo. E con lei l’enorme braccio operativo, in termini di risorse umane, che non aspetta altro di poter continuare a lavorare. (Marianna Morante)