Due giovani tentano di estorcere soldi a coetanei, arrestati

17 marzo 2011

I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino nella notte hanno tratto in arresto due ragazzi dell’alta irpinia per estorsione ai danni di tre giovani lo scorso febbraio. Erano circa le 23,00 di una sera di febbraio, quando tre amici, prima di far rientro a casa, sicuri di poter stare tranquilli, si erano fermati in auto in una centrale piazza di Grottaminarda, per fare quattro chiacchiere e sono stati aggrediti da due bulli del posto. I due, appena ventenni, dopo aver strattonato il ragazzo seduto al lato guida, pretendevano da questi del denaro (50euro). Il netto rifiuto scatenava le loro ire, ed infatti uno dei due cominciava a colpire al volto il ragazzo, rompendogli anche gli occhiali, mentre l’altro continuava ad inveire e minacciare gli altri due passeggeri. I ragazzi riuscivano a sottrarsi all’aggressione solo grazie ad un provvidenziale intervento di una pattuglia dei Carabinieri, che transitava per quella piazza e che consentiva loro di sottrarsi all’aggressione, anche se al malcapitato ed ignaro autista, a seguito delle percosse ricevute gli veniva riscontrata la rottura delle ossa nasali. Le immediate indagini poste in essere dai Carabinieri di Grottaminarda, consentivano di identificare i due aggressori e raccogliere elementi sufficienti per deferirli alla Procura della Repubblica di Ariano Irpino per tentata estorsione in concorso. La dott.ssa Michela Palladino della Procura della Repubblica di Ariano Irpino, diretta dal dott. Luciano D’Emmanuele, condividendo le risultanze investigative richiedeva quindi al Gip di quel Tribunale l’emissione di un provvedimento restrittivo nei confronti dei due, R.O. e V.I., entrambi ventenni e di Grottaminarda. Nella tarda serata di ieri i Carabinieri di Grottaminarda hanno quindi dato esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Ariano Irpino, dott.ssa Gelsomina Palmieri, arrestando i due per tentata estorsione in concorso ed accompagnandoli presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.