Ds: continua la querelle intorno alla riconferma di Adiglietti. D’Amelio a D’Ambrosio: “Bisogna rappresentare tutti i Ds e non una parte”

30 aprile 2005

“Un atteggiamento incomprensibile e senza dubbio poco coerente”, è così che l’onorevole Rosetta D’Amelio ‘giudica’ il comportamento assunto dalla minoranza all’indomani della riconferma di Gerardo Adiglietti quale segretario cittadino dei Ds. “Il direttivo – continua l’esponente diessino – ha votato all’unanimità. Adiglietti ha ottenuto oltre il 75 per cento dei consensi”. La matematica non è una opinione: dunque, stando alla logica dei numeri gli stessi che hanno espresso il loro consenso hanno poi abbandonato l’aula. Posizione indicativa di una rottura già lampante ai tempi del Congresso provinciale. “Avellino sembra essere in controtendenza. Nella città, infatti, è successo l’esatto contrario rispetto a quanto accaduto durante il Congresso, quando i fassiniani abbandonarono l’aula dopo la nomina di Raffaele Aurisicchio”. Dunque i Ds sembrano destreggiarsi tra riconferme e spaccature seguendo i classici corsi e ricorsi storici che, nelle ‘gradi occasioni’, tornano sempre alla ribalta. Ma la posizione più scottante, un vero onere in un momento che ha davvero dell’incandescente, è quella di D’Ambrosio e Aurisicchio, rispettivamente presidente e segretario del partito della Quercia. Una posizione, la loro, che merita qualche significativa battuta conclusiva. “Per la posizione che rivestono non possono rappresentare soltanto una parte del partito ma dovrebbero essere elementi di garanzia per tutte le sensibilità esistenti all’interno dello stesso. Il loro è un ruolo particolare, di coesione e di aggregazione. Essere rappresentativi solo di una fazione è senza dubbio pregiudizievole”. di Manuela Di Pietro