Ds: Aurisicchio attacca Bassolino e compagni

7 giugno 2005

Avellino – L’alleanza nel centrosinistra, è inutile dirlo, non c’è. L’intesa esiste solo negli Enti. Non nella società. Non c’è dialogo, non ci si confronta. Anzi lo si fa di nascosto. Ad oggi non è stato ancora convocato il tavolo politico per ristabilire una serenità mai ritrovata al tempo della composizione dell’esecutivo De Simone. Affondi che vanno dritto al dunque. Sono le frecce avvelenate del segretario provinciale dei Ds, Raffaele Aurisicchio che, al tavolo del Samantha della Porta, insieme al presidente Michele D’Ambrosio e Rosetta D’Amelio, ha detto la sua, e lo ha fatto chiaramente, non risparmiando -e non era una novità- nemmeno i suoi compagni di partito. O meglio, quelli ricadenti nell’ala bassoliniana. (C’erano nella sala Lucio e Bruno Fierro, Gerardo Adiglietti, Angelo Giusto, Enzo Violano, Mimma Lomazzo, Giancarlo Giordano, Angelo Flammia, Mazzeo, Carillo). Dalle questioni nazionali (le offensive della Margherita che punta alla costituzione del centro e alla subalternità della sinistra e che ha in serbo la volontà di intercettare i voti dei delusi del centrodestra) a quelle più propriamente campane. Non manca, infatti, di far riferimento alla composizione di una giunta che non gli piace… o meglio, che non condivide. Il motivo è semplice: “La formazione dell’esecutivo di Palazzo Santa Lucia ha evidenziato una forte posizione di centro anche nella scelta degli assessori: quattro alla Margherita e tre ai Ds. È questo l’esempio che vogliamo dare a livello nazionale? Voglio augurarmi che ci sia la volontà di unificare i Ds della Campania. Che vi sia, in sostanza, uno scatto in avanti. Ad ogni modo i Ds irpini – sottolinea ancora Aurisicchio – daranno il proprio contributo alla propositiva gestione della Regione”. Poi il passaggio all’Irpinia. “Non è felice la fase del centrosinistra locale”. Aurisicchio ripercorre le tappe che hanno portato, nella scorsa competizione elettorale, alla costituzione di un’alleanza che avrebbe dovuto avere come obiettivo prioritario l’organicità e la compattezza. Per il momento si è trattato di una semplice chimera. Le incomprensioni, a detta dell’esponente di via Carlo Del Balzo, nella formazione della Giunta provinciale, sono state superate ma “la serenità nel centrosinistra non si è ancora raggiunta. Idem per l’alleanza politica. Il tentativo di ricostituire il tavolo politico, è rimasto tale”. Aurisicchio, ancora una volta punta il dito contro il fiorellino, attribuendo al partito di via Tagliamento, grosse responsabilità. “Assentandosi più volte dal tavolo ha costruito la sua teoria. Il risultato è che abbiamo un’alleanza negli Enti ma non nella società. Un’alleanza in cui è difficile parlarsi, incontrarsi -spesso lo si fa di nascosto-. Una questione che non può andare oltre”. Un modo per dire: così non si va da nessuna parte… specie alla vigilia delle politiche. Insomma bacchettate anche per invitare gli alleati a ritessere le fila del discorso, convocando in primis un tavolo che, ad oggi, non c’è mai stato. Un’alleanza, dunque, e una serenità all’interno della Quercia (un partito sbandato che si è lasciato alle spalle un Congresso che è medioevo, sono le accuse dell’on. Giusto) e del centrosinistra… non solo a parole. (di Teresa Lombardo)