Drone ‘cattura’ dall’alto maxi-discarica abusiva: un arresto

Drone ‘cattura’ dall’alto maxi-discarica abusiva: un arresto

16 aprile 2018

Un’area di circa 18mila quadrati sottoposta a vincoli paesaggistici ed ambientali adibita a discarica abusiva anche di rifiuti speciali pericolosi è stata sequestrata a Sant’Agata dei Goti dal gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale procura retta da Aldo Policastro.

Sotto sequestro anche 25 mezzi utilizzati per il trasporto di rifiuti, un impianto di trito – vagliatura e documentazione extracontabile.

Il provvedimento fa seguito alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Donatella Palumbo, degli uomini del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli e del Gruppo Investigativo criminalità organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli in collaborazione con le ‘fiamme gialle’ sannite.

Nel corso dell’esecuzione del provvedimento, sono scattate le manette nei confronti di uno degli indagati per i reati di illecita raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti, realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata. L’accusa questa volta è resistenza. Secondo quanto si apprende, l’uomo avrebbe ostacolato le operazioni di sequestro delle Fiamme Gialle, distruggendo un autoveicolo parcheggiato nelle immediate adiacenze della località dove erano stati seppelliti i rifiuti pericolosi. Non solo: avrebbe tentato anche di distruggere tutte le vetture e i mezzi parcheggiati, compresi quelli in servizio della Guardia di Finanza.

In particolare le Fiamme Gialle, coadiuvate dai tecnici dell’Arpac del Dipartimento di Napoli, hanno accertato la commissione in flagranza di gravi violazioni alla normativa ambientale, fotografando “lo sversamento e il tombamento di migliaia di metri cubi di rifiuti di ogni genere, tra cui rifiuti speciali pericolosi provenienti dal ciclo industriale, smaltiti illecitamente grazie ad un copioso volume di documenti di trasporto falsi o alterati”.

Nelle indagini è risultato prezioso l’impiego di un drone del centro Benecon, dotato di una telecamera ad alta risoluzione, che ha permesso di effettuare il rilievo tridimensionale dell’area interessata, consentendo di orientare efficacemente gli ulteriori e più specifici accertamenti tecnici sulla matrice suolo e il rinvenimento dei rifiuti tombati nell’area di cava.