Doppio incarico, Sibilia non c’è: basta leggere meglio la sentenza

15 dicembre 2011

Tra i meandri della legge si deve pur sapere leggere. Se l’incompatibilità tra parlamentare e sindaco è stata ormai sancita, non è lo stesso per coloro che pur essendo deputati(senatori) ricoprono la carica di presidenti di Provincia (il caso di Cosimo Sibilia ad Avellino, di Cesaro a Napoli, di Zinzi a Caserta, di Cirielli a Salerno per citare quelli di casa nostra). In Italia è costume dare libera interpretazione a qualunque legge. Dopo la decisione della giunta per le elezioni di Montecitorio, almeno per onor della verità un minimo di chiarezza va pur fatto. E’ stato stabilito che l’incompatibilità è tra la carica di deputato e quella di sindaco di un Comune con più di 20 mila abitanti. Hanno 30 giorni di tempo per scegliere, a partire da quando il presidente della Camera Gianfranco Fini formalizzerà la decisione. E se non sceglieranno, sarà l’aula a decidere per loro. E c’è di più: la giunta della Camera non ha minimamente sollevato il problema di parlamentare e contemporaneamente presidente di Provincia: il caso c’era, riguarda ben nove politici. Al Senato, la giunta di Palazzo Madama non si è ancora espressa ma potrebbe farlo nei prossimi giorni. E seguendo quindi lo stesso iter della Camera, non si capirebbe una diversità di trattamento: riguarderà solo i senatori-sindaci. In base alla sentenza della Corte Costituzionale l’opzione sarà richiesta per il Pdl ad Antonio Azzollini (sindaco di Molfetta) ed Enzo Nespoli (sindaco di Afragola), mentre Raffaele Stancanelli, sindaco di Catania, ha già optato: ha scelto il Comune e lasciato lo scranno a Palazzo Madama. In forse le posizioni Gianvittore Vaccari (sindaco di Feltre) e Giuseppe Firrarello (sindaco di Bronte): entrambi i comuni hanno una popolazione intorno ai 20mila abitanti, ma per ora non ci sono certezze. Nessuna opzione sarà richiesta a Cosimo Sibilia. Resterà tutto così come è. Lo dice la legge e quindi meglio non inerpicarsi in facili strumentalizzazioni. Di più c’è anche un “giudicato” che ha un valore incontrovertibile: Sibilia all’atto della candidatura alla Provincia chiese un parere nel merito al Senato stesso. Quest’ultimo non sollevò nessuna incompatibilità anticipando, in un certo modo la sentenza poi della Corte Costituzionale che non fa riferimento alle Province ma solo ai Comuni. Parlamentare – sindaco si, parlamentare – presidente di provincia no: capiamo l’imbarazzo (se vale per un sindaco a maggior ragione dovrebbe esserlo per la Provincia visto il numero considerevole di abitanti) ma in Italia può succedere di tutto.