Don Merola a Mercogliano, Sbrescia: “Scuola palestra di legalità”

9 novembre 2012

Sabato 10 novembre alle ore 10 gli allievi della scuola media Guido Dorso incontreranno Don Luigi Merola. “Accoglieremo a Mercogliano il prete anticamorra che si confrontera’ con gli studenti dell’istituto comprensivo sui temi della legalità – fa sapere Luciam Sbrescia – L’incontro si inserisce nel progetto didattico “Dizionario – Le chiavi della citta’ II edizione, rivolto alle scuole del territorio, promosso dal comune di Mercogliano, settore pubblica istruzione; progetto fortemente voluto dal sindaco prof. Massimiliano Carullo. Don Luigi, da anni impegnato nella lotta alla camorra,per le sue capacita’ divulgative gira per le scuole per parlare ai ragazzi di questa piaga sociale che purtroppo e’ sempre piu’ dilagante e per far capire ai nostri allievi che e’ necessario riscoprire certi valori,valori che implicano il rispetto della legalita’. Ebbene, Don Luigi, in modo instancabile, si apre al confronto con i ragazzi per incitarli al rispetto delle regole .Da alcuni anni il nostro parroco ha fondato l’associazione :”A voce de creature”,per aiutare e sostenere coloro che vogliono uscire dal tunnel della malavita.Il suo e’ un progetto molto ambizioso,ma che sta gia’ dando ottimi risultati, in quanto molti giovani ricorrono a lui per essere aiutati ad uscire da circuiti malavitosi. Don Merola e’ parroco della chiesa San Carlo Borromeo alle Brecce, a Napoli e cappellano della stazione centrale di Napoli. E’ un sacerdote di trincea, che ha scelto di scendere in campo per diffondere la cultura della legalita’ e per aiutare molti giovani in difficolta’. Nella sua parrocchia accoglie ogni giorno tanti ragazzi, e organizza per loro una fitta rete di attivita’, dal doposcuola ai laboratori di ballo,teatro. Questo per far si’ che la parrocchia diventi un punto di aggregazione e per impegnarli in attivita’ all’interno di un luogo protetto, per aiutarli a vivere serenamente i rapporti con gli altri,in un clima di rispetto e solidarieta’, ma anche per sostenere chi ,nel cammino dell’esistenza ha commesso degli sbagli e, riconoscendo i propri errori, vuol intraprendere una nuova vita. Don Luigi ha scritto vari libri, l’ultimo dei quali si chiama proprio: “A voce de creature”, edito da Mondadori, in collaborazione con il famoso maestro Marcello D’Orta. Don Luigi ha incontrato fino ad oggi molte migliaia di studenti. Egli ama parlare direttamente agli studenti in quanto sostiene fermamente che educatori, forze dell’ordine, istituzioni civili e religiose debbano insieme collaborare affinche’ si possa eliminare il seme della criminalita’ e ancora perche’, egli asserisce, che “attraverso l’educazione, attraverso l’istruzione e la trasmissione di valori condivisi , si potra’ debellare il germe della camorra e della malavita”. Infatti nelle sue omelie, cosi’ come durante gli incontri con gli allievi, egli non si stanca mai di ripetere che bisogna fare fronte comune, operando in sinergia, affinche’ i nostri figli, i nostri allievi, possano coltivare sani principi e possano capire fin da piccoli l’importanza del vivere all’insegna della legalita’. Occorre offrire ai nostri ragazzi valori in cui credere ed esempi positivi da seguire ed emulare, come quello di don Luigi, che ha scelto di trascorrere la sua vita al servizio della gente, aiutando chi soffre ed e’ in difficolta’. In quest’ottica, la sua azione è davvero preziosa e funge da stimolo per contribuire a formare una societa’ piu’ onesta, una generazione di cittadini esemplari. Trasmettere ai nostri ragazzi messaggi positivi e’ prioritario. In questa prospettiva è necessario lottare per difendere i valori fondamentali della nostra società, i valori di una societa’ democratica basata sui diritti che non devono essere lesi dai soprusi e dall’arroganza di chi usa la forza per affermare il proprio potere. E cosi’ don Luigi trasmette alle giovani generazioni il suo messaggio, un messaggio di pace,un messaggio di speranza. Combattere il bullismo,aiutare a coltivare sentimenti come altruismo,rispetto, solidarieta’deve essere il compito degli educatori e delle istituzioni tutte, perche’ ognuno nel proprio ruolo deve portare avanti la propria battaglia per la crescita di una societa’ civile. Seguire la strada della rettitudine e la via dell’onesta’ e’ difficile soprattutto per chi in famiglia e nell’ambiente che frequenta non ha esempi validi da seguire. E lo sa bene Don Luigi che e’ convinto che nessuno nasce delinquente, ma si diventa se si creano le circostanze”.