“Dodici chilometri non sono più una minaccia: solo vantaggi dall’unione Landolfi-Moscati”

“Dodici chilometri non sono più una minaccia: solo vantaggi dall’unione Landolfi-Moscati”

24 aprile 2018

Renato Spiniello – “Il Decreto n°29/ 2018 non salva il Landolfi e non lo annette al Moscati, bensì riorganizza, migliorandola, l’Azienda Ospedaliera”. Il manager Angelo Percopo si dice soddisfatto della decisione da parte del Commissario della Sanità campana, Vincenzo De Luca, di unire i due presidi.

“D’ora in poi non si parlerà più di Avellino e Solofra – prosegue il manager – ma di un’unica azienda che espleta la propria attività su due stabilimenti. Dodici chilometri non saranno più divisori, ma complementari. Non dobbiamo avere timore di crescere, questa provincia ha la necessità di una collaborazione piena tra ospedale e Asl come se si trattasse di un’unica azienda”.

Le polemiche, tuttavia, sullo spostamento al Landolfi del reparto di oculistica e la riduzione dei posti letto a Contrada Amoretta non sono mancate. “Non stiamo spostando oculistica – tuona Percopo – ripeto, stiamo riorganizzando l’Azienda Ospedaliera, che per crescere deve aumentare le sue eccellenze e potenziarle. Realizzare un polo oculistico d’eccellenza è diverso che spostare un reparto. I posti letto? Complessivamente aumenteranno, e questa crescita non può avvenire in un unico stabile, in più abbiamo altri progetti in cantiere come l’Università”.

Il Landolfi passa dunque dall’Asl al Moscati e la manager dell’azienda di via Tagliamento Maria Morgante non nasconde una leggera malinconia alla notizia. “E’ come quando i figli crescono a lasciano la casa dei genitori – confessa – il Landolfi faceva parte della nostra famiglia, tuttavia si tratta di una scelta strategia che condivido appieno. Sarà garantito il presidio di pronto soccorso e si aggiungono altri reparti come oculistica e geriatria. Il Decreto 29, inoltre, garantirà il riconoscimento di Dea di Secondo Livello. Ora sta a noi metterci al lavoro per riorganizzare l’offerta sul territorio spostando anche del personale dall’Asl all’ospedale. A Solofra, comunque, resteremo presenti avendo già ricevuto un finanziamento per la ristrutturazione dell’ex Landolfi”.

Anche il sindaco della Città della Concia, Michele Vignola, ha solo riscontri positivi dall’unione. “Prima i dodici chilometri che ci separavano da Avellino erano una minaccia di chiusura per noi, ora sono una ricchezza. Abbiamo riunito due ospedali sotto un’unica insegna e siamo orgogliosi di entrare a far parte di un Dea di Secondo Livello. Manteniamo tutti i reparti, aumentiamo i posti letto da 104 a 151, non siamo più un ospedale generalistico ma specialistico e aggiungiamo il polo oculistico con una sala operatoria, geriatria, recupero abilitazione funzionale e un ambulatorio di medicina del lavoro. Inoltre il nostro pronto soccorso amplierà gli oltre 20mila accessi annui, visto che alcuni verranno smistati dal Moscati, che risolverà così i suoi problemi. Sui posti letto persi ci tengo a dire che resteranno nella provincia irpina e mi batterò, insieme agli altri sindaci, per potenziare gli altri ospedali di Sant’Angelo dei Lombardi, Bisaccia e Ariano Irpino”.