Documenti falsi per truffare la banca: in manette un anziano

Documenti falsi per truffare la banca: in manette un anziano

24 Dicembre 2019

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno tratto in arresto un anziano, residente nell’hinterland napoletano, per possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno avuto origine dalla denuncia per truffa avanzata da un
istituto bancario cilentano, dove un distinto signore, in ragione di un investimento immobiliare
in zona, si era presentato per porre all’incasso assegni per oltre 100.000 euro. Effettuata
l’operazione, lo stesso ha subito smistato i soldi su conti correnti riconducibili a soggetti
prestanome, prima di far perdere le proprie tracce.
Le indagini svolte dai militari della Tenenza di Vallo della Lucania hanno consentito di
appurare che presso lo sportello bancario si era presentato G.D., classe 1941,
pluripregiudicato, “specialista” delle truffe, il quale aveva tra le mani titoli di credito
rigorosamente falsi, così come il documento d’identità utilizzato.
L’analisi delle movimentazioni bancarie ha consentito di ricostruire il percorso del denaro
frodato all’istituto di credito, nonché di risalire alla reale identità del truffatore.
Così, durante la perquisizione domiciliare, disposta dall’A.G. procedente, è stato rinvenuto un
vero e proprio laboratorio per la realizzazione di carte d’identità false.
Inoltre, nonostante il soggetto risultasse già destinatario di un provvedimento di divieto di
«possedere o utilizzare riproduzione di armi di qualsiasi tipo, compresi giocattoli riproducenti
armi, altre armi o strumenti, in libera vendita», emesso dal Questore di Napoli, deteneva
presso la propria abitazione due pistole giocattolo, con proiettili a salve e prive del tappo
rosso, oltre ad un lampeggiante blu, simile a quelli in uso alle Forze di Polizia; tutto materiale
“di scena”, utile alla perpetrazione di ulteriori reati, o ad eludere eventuali controlli di polizia su
strada.
Tanto è bastato per far scattare l’arresto d’iniziativa in flagranza di reato nei confronti
dell’anziano truffatore, con l’accusa di detenzione e formazione di documenti di identificazione
falsi, oltre che per possesso indebito di segni distintivi in uso ai Corpi di Polizia e di
inottemperanza ai divieti disposti dal Questore.
Sottoposto a processo con giudizio direttissimo, è stato condannato a 2 anni e 20 giorni di
reclusione, con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.