Diversamente abili, le critiche di D’Ercole alla Regione

15 giugno 2005

“Siamo di fronte ad una vicenda gestita con molta superficialità dai vari assessori alla sanità che sono succeduti nel corso di due decenni”. Così Franco D’Ercole, capogruppo regionale di Alleanza Nazionale e Salvatore Ronghi, vicepresidente del Consiglio Regionale e componente del Gruppo di An, a commento dell’interrogazione da loro presentata al Presidente Antonio Bassolino ed agli assessori alle politiche sociali, Corrado Gabriele ed alla Sanità, Angelo Montemarano, a proposito dei ritardi nell’applicazione della legge 11/84 per la “prevenzione, cura e riabilitazione dei diversamente abili e per l’inserimento nella vita sociale”. Una legge che prevedeva l’erogazione di contributi alle famiglie che avrebbero provveduto direttamente all’assistenza di soggetti non autosufficienti portatori di handicaps gravi ed incapaci di provvedere ai propri bisogni primari. Ne sono derivati ritardi enormi nell’erogazione dei contributi agli aventi diritto. “Tutto questo – proseguono D’Ercole e Ronghi – ha prodotto una lievitazione enorme delle somme da erogare”. Gli aventi diritto, infatti, hanno chiesto alla Regione il rispetto dei propri diritti, chiedendo alla magistratura ordinaria d’intervenire. Per cui, la Regione, attraverso le Asl è stata costretta a chiudere molte transazione a seguito di atti esecutivi per diversi miliardi ai vanno aggiunte le spese legali sostenute dai ricorrenti”.