Disparità di trattamento: Taccone rivendica la Serie B

Disparità di trattamento: Taccone rivendica la Serie B

3 settembre 2018

di Claudio De Vito – Walter Taccone non si è fermato al 7 agosto, anzi la sua macchina legale si è rimessa in carreggiata per avere ragione al cospetto del governo del calcio dopo la l’esclusione dalla Serie B. Il patron dell’Avellino in sosta da quasi un mese con le quattro frecce infatti ha inoltrato alla Figc, attraverso lo studio legale Lentini, istanza di autotutela finalizzata alla riammissione in B, aggiungendo altra carne al fuoco dei ricorsi riguardanti la cadetteria.

Venerdì infatti il Collegio di Garanzia del Coni dovrà pronunciarsi sul format della B e, in caso di organico a 22, individuare quali squadra avranno diritto al ripescaggio (al momento sono Catania, Novara e Siena). Walter Taccone dal canto suo fa leva sul caso Finworld, che si è arricchito di una nuova puntata giovedì scorso con il comunicato federale n. 59 il quale ha concesso un mese di tempo ai dodici club tra B e C per sostituire la fideiussione stipulata con l’agenzia assicurativa inibita dal Consiglio di Stato.

La base dell’azione legale promossa dall’avvocato Lorenzo Lentini e spalleggiata da Eduardo Chiacchio è la disparità di trattamento che l’Avellino aveva già illustrato nei ricorsi al Coni e al Tar (che ha rigettato la sospensiva ma che il prossimo 13 settembre entrerà nel merito dell’istanza). Una disparità nei tempi e nella sanzione. Non che l’Avellino faccia ancora affidamento sulla garanzia Finworld depositata oltre le 19 del 16 luglio in sostituzione di quella Onix Asigurari sprovvista di rating autonomo.

Il club di Taccone ragionevolmente insisterà sul tempo concesso per la sostituzione stessa certamente inferiore al mese concesso a Palermo e Lecce in B e ad altre dieci società in Lega Pro. Differente anche la sanzione prevista per la dozzina di squadre in caso di mancato adempimento: ammenda e penalizzazione a fronte dell’estromissione dal torneo praticata nei confronti del sodalizio irpino. Da evidenziare però che il caso Avellino non è paragonabile a tutti gli effetti a quello delle altre società: la prima fideiussione di Taccone era irregolare, quella di Palermo, Lecce e company al momento del deposito era regolare (poi l’intervento del Consiglio di Stato e il conseguente alt di Bankitalia a Finworld).

Walter Taccone ci crede ma, in caso di vittoria, risulta improbabile pensare alla partecipazione al torneo di B. Non esistono infatti ad oggi i presupposti per una ripresa dell’attività agonistica anche se la proprietà attuale sarebbe pronta a cedere le quote al duo Preziosi-Marinelli già interessato alla rinascita ora incarnata da Gianandrea De Cesare. Piuttosto si punta ad ottenere un risarcimento plurimilionario dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Ora come ora, in un’estate pazza, però guai a sentirsi al riparo da colpi di scena che avrebbero del clamoroso.