Discarica in Irpinia, Caso Uil stigmatizza le affermazioni di Lepore

16 marzo 2011

Avellino – “La Uil di Avellino non può che stigmatizzare quanto dichiarato dal Procuratore di Napoli Giandomenico Lepore, rispetto all’opportunità di aprire una discarica in Irpinia per aiutare lo smaltimento dei rifiuti di Napoli. Non è certo questa la soluzione ad un problema complesso che andrebbe affrontato partendo da tutt’altro punto di vista, se si ritiene di volerlo risolvere in maniera seria e definitiva”. Così Michele Caso, responsabile del settore Ambiente della Uil, che aggiunge: “Può la giustizia o chi la rappresenta esprimere un paraere, un pensiero, o addirittura fornire un indirizzo per una scelta politica? Credo proprio di no. E’ a dir poco strano che il Procuratore di Napoli Giandomenico Lepore infranga una regola fondamentale per chi fa il suo lavoro. Non rientra di certo nelle sue competenze di magistrato individuare località idonee per la realizzazione di discariche. Compito della magistratura è far rispettare le leggi e punire chi le infrange. Mi sembra alquanto paradossale che, da magistrato, non tenga conto che vi sono due leggi ben definite: una rispetto alla provincializzazione e l’altra che esclude il Formicolo dalla lista delle discariche possibili. Lepore utilizza il proprio ruolo per fare la testa d’ariete, su un problema di così grande rilevanza. Se parla come cittadino noi siamo disponibile a confrontarci , ma non accettiamo che venga invocato il concetto di mutuo soccorso. Qui non è in discussione la solidarietà della provincia di Avellino – continua Caso – nei confronti di Napoli, perché la discarica di Difesa Grande e quella di Pustarza, sono servite soprattutto per smaltire i rifiuti prodotti da Napoli. E sono ben 18 anni che questa provincia, come le altre ha dimostrato grande solidarietà. Il problema è ben più ampio e complesso. A Napoli 18 anni sono passati invano e nessuno pronuncia una sola parola su quello che non è stato fatto o meglio ancora su quello che si dovrebbe fare. La differenziata è bassissima , pertanto i quantitativi di rifiuti non diminuiranno nel prossimo futuro e per realizzare un impianto che bruci i rifiuti ci vogliono realisticamente quattro-cinque anni. Questo significa che i tempi sono notevolmente lunghi e senza differenziata ne serviranno di discariche, altro che periodi limitati o momentanei”. Le stesse difficoltà – ha concluso il sindacalista della Uil – che oggi ha Napoli le abbiamo avute anche noi, solo che abbiamo chiesto meno solidarietà e abbiamo fatto molto di più. Le condizioni che abbiamo determinato per essere la prima provincia ad aver realizzato il ciclo integrato dei rifiuti, sono frutto di scelte anche drastiche ma inevitabili. Sarebbe necessario in funzione dell’ennesima emergenza fare scelte anche drastiche, ma necessarie e non più rinviabili”.