Disastro Genova, oggi i funerali di Stato. Le vittime salgono a 41

Disastro Genova, oggi i funerali di Stato. Le vittime salgono a 41

18 agosto 2018

Oggi, alle ore 11.30, l’Italia intera si ferma e saluta le vittime del disastro del ponte Morandi.

I funerali di Stato saranno celebrati nella Fiera di Genova, nel padiglione Jean Nouvel, dal cardinale Angelo Bagnasco.

Ai funerali parteciperanno anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e tutte le più importanti cariche dello Stato, compreso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

IL BILANCIO DELLE VITTIME SALE

Nel frattempo, nella notte fra venerdì e sabato sono stati trovati altri tre morti  (mamma, papà e la loro piccola di 9 anni) e il numero totale è quindi ora di 41.

Ai funerali di Stato di stamattina parteciperanno solo le famiglie di 20 dei 41 morti.

In alcuni casi i familiari che hanno deciso per le cerimonie private hanno detto di averlo fatto per protesta verso lo Stato; altre hanno spiegato di averlo scelto per riservatezza. Si attendono ancora le decisioni dei familiari di altre persone morte nel crollo del ponte.

LUTTO NAZIONALE 

I funerali si tengono in una giornata di lutto nazionale in cui, per esempio, Rai e Mediaset hanno deciso di non trasmettere pubblicità per tutta la giornata. Anche l’Irpinia si chiude in un silenzio doveroso rinunciando, in vari comuni, alla realizzazione di eventi. Un doveroso segno di rispetto per chi, quel 14 agosto scorso, è stato inghiottito dalle macerie e da un ponte che rappresenta la fragilità del nostro Paese.

LE PAROLE DEL CARDINALE SEPE

“Non si può, non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, perché questa è la vera violenza contro la persona, contro l’umanità”.

Resta scolpito nel cuore di ognuno di noi l’eco delle parole espresse dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante l’omelia dei funerali (svoltisi ieri) dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti durante il crollo del ponte Morandi a Genova.

“Una violenza – conclude il cardinale  – consumata non dal destino ma dalla mano dell’uomo che si sostituisce a Dio e diventa mano violenta che porta morte”.