Diplomi falsi, il Riesame annulla i domiciliari per uno degli indagati

Diplomi falsi, il Riesame annulla i domiciliari per uno degli indagati

12 febbraio 2019

Renato Spiniello – Era stato assolto in primo grado dal Tribunale di Avellino a fine gennaio per l’inchiesta sui diplomi falsi coordinata dalla locale Procura, a poche ore dalla sentenza la doccia gelida degli arresti domiciliari a seguito di un filone d’indagine parallelo. Oggi, invece, il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato quell’ordinanza di misura cautelare e il 39enne esaminatore di un istituto di formazione privata del capoluogo ha potuto tirare un sospiro di sollievo insieme ai suoi avvocati Giuseppe Saccone e Gerardo Di Martino.

I magistrati partenopei, nei giorni scorsi, avevano invece rigettato i ricorsi dei legali di Antonio Perillo, ex collaboratore della Cisl Scuola accusato di essere al centro di una compravendita di attestati e titoli falsi necessari per guadagnare punteggi nelle graduatorie Ata e già condannato in primo grado a quattro anni e sei mesi, e di un altro indagato.

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinate dalla Procura di Avellino, erano partite da una precedente attività investigativa che già nel gennaio dello scorso anno aveva portato all’arresto di Perillo per un analogo episodio (smascherato da Luca Abete di Striscia la Notizia). Durante le attività investigative, gli inquirenti avevano effettuato numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, portando alla luce un rodato sistema illegale per ottenere diplomi e attestati senza frequentare i corsi e pagando un compenso che andava dai 2.000 ai 3.000 euro, somme ridotte a 600-700 euro nell’ultimo periodo.

Gli inquirenti, nel corso delle perquisizioni effettuate presso alcune scuole che sarebbero coinvolte nel giro dei falsi diplomi, avevano sequestrato un file con 21 nominativi. Tutti avevano conseguito l’attestato Eipass e il gestore del file era proprio Antonio Perillo. Le persone indicate sul documento digitale, ascoltate dalla Polizia Giudiziaria, avevano confermato di aver comprati i titoli senza frequentare o sostenere esami.