Dino Preziosi rilancia la sua svolta: “Non vendiamo illusioni, come irrealizzabili redditi e sussidi”

Dino Preziosi rilancia la sua svolta: “Non vendiamo illusioni, come irrealizzabili redditi e sussidi”

20 maggio 2018

Renato Spiniello – Al di la di partiti, illusioni e semplici occupazioni di poltrone. Dino Preziosi, cinque anni dopo, ritenta la corsa allo scranno più alto di Palazzo di Città supportato dalle liste La Svolta inizia da te e Fratelli d’Italia.

“Questa lista – afferma l’ex manager dell’Air – fatta di persone perbene che rappresentano trasversalmente gli avellinesi dai quartieri al centro, è la prosecuzione di un progetto nato cinque anni fa e che si fonda su proposte concretamente realizzabili che restituiscano dignità quotidiana alla città e a chi la abita”.

Un gruppo non apolitico, ma apartitico ci tiene a sottolineare il leader uscente dell’opposizione. “Non vediamo illusioni, promettendo sussidi e redditi irrealizzabili per un Ente strutturalmente deficitario e andiamo oltre i partiti che da 50 anni non fanno altro che dimenticarti il giorno dopo le elezioni. Il nostro programma non si discosta tanto da quello di cinque anni fa, perché già allora era un progetto avanzato da essere in parte ripreso da altri competitor”.

Una città più smart, wifi gratis, banda larga, rivoluzione della mobilità e un centro storico da consegnare ai giovani. Questi i punti cardine del programma di Preziosi, che punta anche a incentivare il commercio con ordinazioni online e fittando gli oltre mille appartamenti sfitti in città a studenti del Polo Universitario di Fisciano. E sulla mobilità “non servono inutili blocchi del traffico, ma soluzioni strutturali come il car o bike sharing. Servono anche nuove arterie viarie, come la fondovalle Fenestrelle, che permettano di decongestionare il traffico. Infine bisogna riprendere il Piano Urbanistico Comunale e intensificare il trasporto pubblico, rendendolo fruibile ad anziani e disabili”.

E sulle strutture comunali: “Non serve riempirle di associazioni così che i membri ci giochino a carte, in quei luoghi dovranno nascere consultori e ambulatori di quartiere che rendano inutili le visite dei medici candidati e permettano a ognuno di avere un servizio permanente, in particolare alle donne vittime di violenza”.