D’Ercole: “Campania: crescono i debiti, ma la Regione arretra”

29 luglio 2008

Regione – “Altro che mani bucate, quelle della Campania sono ormai peggio di un colabrodo”. Così il capo dell’opposizione, Francesco D’Ercole, dopo aver letto i risultati dell’indagine del Centro Studi Sintesi, su dati forniti dal Ministero delle Finanze, sui bilanci dell’autonomie locali nel 2005. “Un’indagine – continua D’Ercole – che in realtà conferma ciò che noi dell’opposizione regionale andiamo denunciando ormai da tempo: la regione Campania ‘spende e spande’, senza tenere in alcuna considerazione le ragioni del proprio bilancio. Tant’è che, stando ai risultati di quest’indagine, nel 2005 la nostra regione ha fatto registrare un disavanzo di ben 11,4miliardi, una cifra pari a 2 volte e mezzo il debito estero del Kenia che, nello stesso periodo, si è fermato a 4,7miliardi di euro”. “E quel che è peggio – aggiunge – che a differenza del Kenia, ma anche di tantissimi altri Paesi in via di sviluppo, spende e spande, senza criterio. Al punto che nessun beneficio vero e duraturo ne deriva alla Regione che, nonostante tutto invece di crescere, continua ad arretrare, scaricando sempre nuovi debiti sulle future generazioni, ipotecando, così, sempre di più il futuro dei nostri figli e nipoti. Ai quali stiamo riservando una vita decisamente grama, visto che dovranno far fronte ai debiti che noi gli abbiamo lasciato e non avranno risorse da destinare al loro presente ed al futuro dei loro figli”. “Qualcuno – sottolinea ancora – per difendere il proprio operato, certamente sosterrà che siamo dei catastrofisti e ci dipingerà come Cassandre, ma sono accuse che non ci toccano e non ci preoccupano. Intanto perché lo hanno fatto tantissime volte, che una in più o una in meno non cambierà di certo il corso della storia; e poi perchè è la verità. E per rendersene conto, basta fermarsi un attimino a riflettere sulle quantità e qualità delle nostre denunce e ci si potrà accorgere che niente di quello che abbiamo detto e ripetuto più volte in questi anni si è dimostrato strumentale e di parte, ma tutto si è, purtroppo, regolarmente avverato, proprio nei modi e nei tempi che noi avevamo previsto”. “A questo punto – conclude D’Ercole – non tanto per noi, quanto per i nostri figli, sarebbe auspicabile che questi signori si decidano ad andarsene prima possibile. Anzi, sarebbe meglio lo facessero oggi, anziché domani”.