D’Ercole: “Ancora finanziamenti ai teatri… napoletani, ovviamente”

15 febbraio 2010

“Clientele, sempre clientele, fortissimamente clientele. Fino alla conclusione della legislatura”. Così il Capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, bolla tre delibere contenute nel Burc n. 14 pubblicato oggi che stanziano complessivamente 1milione e 720mila euro ovvero 3miliardi e 400milioni di vecchie lire. “Questa del finanziamento a strutture teatrali da parte della Giunta Regionale – continua – è una storia lunga ed infinita che, in questi anni, in nome della cultura e del turismo ha contribuito a dissanguare, e non poco, le già esangui casse della Regione Campania. Senza, peraltro, offrire alcun contributo effettivo e verificabile in termini di sviluppo reale per la regione Campania. E c’è anche da sottolineare – aggiunge – come non basti neanche leggere e rileggere le delibere di assegnazione dei fondi per riuscire a capire quali siano le motivazioni che giustifichino tali finanziamenti e quali criteri vengano seguiti nel deciderne le attribuzioni. Nè si riesce a capire come mai la stragrande maggioranza delle risorse finisca regolarmente a rimpolpare le finanze di strutture napoletane, note e meno note, mentre solo le briciole finiscano, quelle poche volte che anche queste vengono prese in considerazione, a quelle delle altre province. Tant’è che i destinatari del 1milione e 720mila euro odierni sono: per 1milione il Teatro San Carlo di Napoli, per 322mila euro il Teatro Nazionale del Mediterraneo – Nuova Commedia di Napoli e 368mila euro il Teatro stabile della Città di Napoli. Personalmente – conclude D’Ercole – ho già avuto modo di dire in altre occasione che sono assolutamente d’accordo con l’esigenza di sostenere la cultura ed il turismo che rappresentano due comparti importanti della nostra regione, ma bisogna farlo attraverso la definizione di criteri e parametri di assegnazione chiari, verificabili, non discriminanti, che tengano conto del fatto che la Campania culturale non si ferma a Napoli ed, infine, che offrano un apporto concreto alla crescita complessiva della nostra regione. Altrimenti, è soltanto clientela, utile a foraggiare gli amici, ma inutile per lo sviluppo regionale. Ed è proprio quello che si è verificato in questi anni ”.