D’Ercole: “Abusivi, si legalizza ciò che non è legale”

8 settembre 2005

Avellino – Avellino, città senza regole. E’ questa la dura critica del consigliere regionale d’opposizione, l’An Francesco D’Ercole, contro “gli abusi ormai di casa” di una città in cui “il commercio irregolare la fa ormai da padrone”. E la nota al vetriolo si riferisce in particolare alla proposta di realizzare un mercatino multietnico in città: “Al di là della discussione sui luoghi, che mi appaiono peraltro tutti inadeguati, è soltanto un’iniziativa che l’amministrazione mette in campo perchè incapace di regolarizzare la situazione degli extracomunitari e dei commercianti abusivi che ormai invadono ogni angolo della strada”. Secondo il capogruppo regionale di Alleanza Nazionale non si può ignorare poi “la nascita continua, direi quotidiana, di negozi ed esercizi alimentari di media e grande distribuzione. Quasi un assalto da parte di persone che vengono dalle altre province campane, quasi sempre Napoli, che sanno bene di trovare qui la più completa anarchia”. Dunque, continua D’Ercole: “Se l’amministrazione intende legalizzare ciò che non è legale, soltanto per arginare un fenomeno dilagante, credo che siano necessari interventi capillari da parte del corpo di polizia municipale”. Ben vengano, per l’esponente di Palazzo Santa Lucia, le soluzioni per risolvere un problema di carattere sociale, come quello degli extracomunitari, “ma non bisogna – conclude – danneggiare i commercianti avellinesi, pochi per la verità, che esercitano regolarmente, pagando peraltro contributi ed imposte”. Senza considerare i ‘disagi’ che sorgerebbero nell’istituire un mercatino in via De Conciliis “dove già sono tanti i problemi irrisolti”. Infine, l’appunto all’assessore comunale al Commercio: “Mi Chiedo se Iandolo, che ha presentato questa proposta in commissione, conosca la configurazione e le caratteristiche della città”. E al primo inquilino di Palazzo di Città, Giuseppe Galasso: “Chiedo al sindaco di valutare attentamente la situazione prima di assumere provvedimenti e soprattutto di consultare le associazioni di categoria”.