De Mita sotto choc dopo la notte da incubo: “Mi sono sentito violentato”

De Mita sotto choc dopo la notte da incubo: “Mi sono sentito violentato”

30 maggio 2018

“Incappucciati e scalzi, con la minaccia che se reagisci…rischi”. Ciriaco De Mita affida a Mediaset, in un’intervista a “Studio Aperto”, il racconto di una notte da incubo tra lunedì e martedì scorso, quando quattro ladri si sono intrufolati nella sua villa di Nusco. “Mia moglie mi ha detto di stare tranquillo, che era la Finanza. Mi ha detto che avevano fatto il verbale e stavano andando via”.

De Mita ringrazia la moglie, Annamaria Scarinzi, più saggia e fredda di lui. “Mi ha aiutato a mantenere la calma, in un frangente stavo per reagire. Ecco, mi sono sentito a rischio solo se avessi reagito, non credo di aver mai temuto per la mia incolumità”.

Il sindaco di Nusco è ancora sotto choc. Le prime indagini degli inquirenti si stanno concentrando sul filone dell’Est, ma non è ancora accertato che si trattasse di stranieri. In ogni caso il colpo è stato portato a segno intorno alle 2.30. I coniugi stavano dormendo e sono stati svegliati dai rumori.

“Avevano il viso coperto e delle torce in mano. Si sono fatti aprire la cassaforte e hanno portato via tutto, soprattutto oro e oggetti, e tanti ricordi”. I malviventi sono entrati, molto probabilmente, dal retro della villa, scavalcando il muro di cinta ed entrando in casa dal giardino.

Davanti la sua villa all’ingresso del piccolo paese irpino si è in parte esaurito il via vai delle forze dell’ordine anche se continuano le indagini e le perizie per recuperare indizi utili e ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio. Tanti gli attestati di vicinanza e solidarietà ricevuti dall’ex presidente del Consiglio. “Mi sono sentito violentato nella mia intimità. Posso comprendere il furto di un’auto, ma ritrovarsi in una situazione così nella propria abitazione non è stata un’esperienza semplice”.

De Mita non se la sente di giurare sul fatto che i ladri fossero disarmati. “Non ci hanno minacciato con armi, ma non posso essere certo che non ne avessero addosso. Hanno parlato troppo poco per capire se erano italiani o meno”, aggiunge De Mita, ammettendo di non aver percepito elementi particolari utili alle indagini. A supporto dell’azione dei Carabinieri ci dovrebbero essere i filmati delle telecamere.