De Mita: “Nepotismo? Ho 40 anni suonati, non devo dimostrare altro”

25 gennaio 2013

“Provo a vivere la campagna elettorale come occasione da non lasciarsi sfuggire per cercare di definire insieme il profilo di una narrazione di verità”. Parole di Giuseppe De Mitacandidato alla Camera dei Deputati con il simbolo dell’Udc. Lo fa presentando i claim e le tecniche della sua campagna di comunicazione: “l’Italia che ascolta la gente, l’Italia che sa cambiare, L’italia che diventa affidabile, l’Italia che guarda avanti, l’Italia con le persone al centro”. Al suo fianco c’è Maurizio Petracca, assessore in Provincia. De Mita, vice governatore campano “congelato” in attesa del responso delle urne spiega: “bisogna puntare sull’affidabilità. La politica ha perso credibilità a causa di figure episodiche. Bisogna riallacciare i rapporti con la gente, relazionarsi, ragionare sui contenuti sia sul piano nazionale che locale”. E fa anche una fotografia del quadro politico che potrà venire fuori il 25 febbraio, secondo i sondaggi in suo possesso: “Partito Democratico e Sel raggiungono a mala pena il 35%, Pdl intorno al 20%, 15% Monti unica alternativa credibile, poi ci sono tutti gli altri. La vittoria di Bersani non è tanto scontata nei due rami del Parlamento”. Le parole più forti De Mita le ha proprio per Pd e Bersani: “hanno riorganizzato la sinistra, l’accordo con Sel e Vendola va in questa direzione. In grosso modo rappresentato tutti coloro che sono di quello schieramento. Hanno coinvolto Vendola alle primarie per far parlare, per creare dibattito, altrimenti non so se ci fosse stato uno scontro tra Bersani e Renzi come sarebbe andata a finire”. Ma qualche stoccata, non tanto velenosa, ma più di prospettiva, c’è per il Popolo della Libertà e per Silvio Berlusconi: “si va verso una scomposizione di quell’area. Da tempo si assiste ad una erosione di consenso. Il quadro politico è cambiato e l’Udc deve necessariamente decidere con chi stare. E’ una situazione fluida, dobbiamo avere la forza dopo le elezioni di organizzare questa area di matrice cattolica. Bisogna ricomporre un bipolarismo dolce. Noi non facciamo nessuna corsa su Berlusconi”. E aggiunge in risposta al presidente del Pdl sul nepotismo demitiano: “per me questa questione non esiste, ho quaranta anni suonati e non credo di dover dimostrare altro”. Poi i temi squisitamente locali: “chi vota Udc, vota un candidato e un gruppo dirigente che si è sempre mostrato riferimento sicuro. Le zone interne sono una risorsa, penso ad uno sviluppo turistico sulla dorsale appenninica. Sulla sanità non abbiamo inseguito la piazza, abbiamo sostenuto una nostra tesi: due ospedali sono insostenibili in Alta Irpinia, anzi personalmente dico era meglio Bisaccia che S. Angelo dei Lombardi, ma per questioni squisitamente strutturali si è fatto l’inverso. Il nostro territorio è attrattivo, ma non siamo preparati”. E fa un esempio: “vedete cosa succede a Monteforte, la gente si sposta per vivere in quella zona ma non ha i servizi minimi necessari perché non si è riusciti con la stessa velocità dei flussi a mantenere il passo”. Prima di concludere: “Vendola e Udc non potranno mai andare insieme. C’è una visione dello Stato diverso. Vendola è un ipocrita: è venuto in Irpinia per parlare di acqua bene pubblico e poi se le è portata con lui…”