De Luca-Bindi, consiglieri regionali di maggioranza: “Frasi strumentalizzate”

De Luca-Bindi, consiglieri regionali di maggioranza: “Frasi strumentalizzate”

18 novembre 2016

“Non possiamo consentire che una espressione forte, resa nel contesto di un dibattito teso e difficile, venga strumentalizzata per attaccare frontalmente un uomo politico che ha dimostrato sul campo lealtà, competenza e grande capacità amministrativa. Le reazioni esagerate ad un passaggio che va letto come un sussulto emotivo conseguente ad una campagna di delegittimazione della candidatura De Luca, fondata su una accusa valutata poi insussistente dal Tribunale, costituiscono l’ennesima dimostrazione di una tendenza alla distorsione della realtà tipica di chi non sa distinguere, e soprattutto non riesce a formulare proposte ed idee”.

Scende in campo a sostegno del governatore De Luca, il gruppo dei consiglieri di maggioranza all’interno del parlamentino campano.

Lo scrivono in una nota congiunta, Tommaso Casillo, Vice Presidente vicario del Consiglio regionale della Campania, Francesco Emilio Borrelli, Davvero Verdi; Psi, Davvero Verdi; Francesco Moxedano Idv; Alfonso Longobardi De Luca Presidente; Maria Ricchiuti U.D.C.; Vincenzo Maraio, Campania libera; Alfonso Piscitelli, De Luca Presidente in Rete; Luigi Bosco, Campania libera; Vincenzo Alaia, Scelta Civica.

“Non dobbiamo dimenticare, come ha opportunamente dichiarato il Presidente De Luca, che il danno potenziale delle accuse della Presidente Bindi era enorme, e metteva a rischio un risultato già acquisito nella coscienza e nella voglia di cambiamento dei cittadini della Campania. Dunque, il moto di rabbia e sconcerto – hanno ribadito i consiglieri – magari reso con termini esagerati ma innocui della nostra meravigliosa lingua, era pienamente giustificato. Proprio in queste ore il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è espresso con chiarezza su ben altre responsabilità, che riguardano la storia politica e amministrativa recente della Campania. Ragionevolmente, ci aspetteremmo che il Consiglio si occupasse con scrupolo e attenzione del disastro emerso da questo giudizio, valutandone implicazioni e conseguenze. Piuttosto che fermarsi a discettare su banali questioni linguistiche, faremmo bene a concentrarci sulla realtà, sostenendo, nei modi dovuti, una azione di governo che può dare alla seconda regione d’Italia l’opportunità di uscire dalla terribile crisi economica e morale che l’ha travolta negli ultimi anni”.