De Feo (PD): “Dopo “l’elogio dell’imbroglio” rifondiamo il partito in 4 mosse”

De Feo (PD): “Dopo “l’elogio dell’imbroglio” rifondiamo il partito in 4 mosse”

1 marzo 2018

“Sta volgendo al termine una campagna elettorale anomala, sottotono, con poche idee, molte incertezze ed enormi rischi”. Antonio De Feo, segretario del circolo Pd di Serino, guarda già al futuro.

“Quotidianamente lavoriamo e mettiamo mano alla difficilissima e delicatissima opera di chiarimento tra la gente, senza grossi colpi di scena, consapevoli che nell’era del villaggio globale, la politica oggi, più che in passato, ha bisogno di recuperare il rapporto diretto con l’elettore, anzi con il cittadino che ha smesso di percepirsi come elettore”.

“A due giorni dal voto – prosegue De Feo – le analisi sono inutili, quanto necessarie. Questo è il tempo di ricominciare a palare “di” politica, nell’attesa che si possa parlare “con” la politica, con le idee, i progetti, la visione strategica, le scelte e la presenza costante e qualificata. Ecco perché, in questo nulla assoluto, il Partito Democratico, rappresenta ancora una sfida possibile, un approccio necessario per il nostro Paese, una speranza disperatamente doverosa, che però deve rifondare la comunità, deve rivedere l’apparato, deve ripensare la rappresentanza, senza mettere mano a quel paniere di valori, patrimonio che una storia complessa e articolata, ci hanno
trasmesso come compito e sfida”.

“Sono sicuro – spiega De Feo -che il 4 marzo non si può non votare il PD, ma sono altrettanto sicuro che il 5 marzo il PD avrà una sfida molto più complessa da raccogliere. Se l’esito è incerto, perché incerte sono le condizioni, le motivazioni e le componenti, esistono, tuttavia, delle certezze che dovranno essere onorate. Per noi, in Irpinia, un’operazione ancora più drastica e complessa, che cerco di riassumere in qualche punto, chiaro e improrogabile: dimissioni del commissario David Ermini;
definizione dell’anagrafe degli iscritti, tenendo conto delle forzature e dell’imbroglio perpetrato senza “vergogna” con la “mercificazione dell’appartenenza”; convocazione del Congresso Provinciale; ricostruzione del tessuto democratico, partendo dal confronto con i circoli territoriale, stabilendo ruoli, metodi e programmi di lavoro, chiari a tutti e per tutti. Se, in Irpinia, avremo il coraggio, in queste ore, di dire apertamente queste cose, senza evasione, ma con chiarezza e solennità, recupereremo anche il voto di chi, si riconosce nel PD, ma ha perso la fiducia negli uomini del PD. Da un anno sto gridando, insieme a pochi altri, questa esigenza che ora è un’urgenza. Speriamo si possa aprire una nuova pagina, senza dimenticare quanto è avvenuto, ma chiudendo dignitosamente una fase caratterizzata “dall’elogio dell’imbroglio”.