De Caro: “Demitiani in coalizione? Non ne conosco. Unico simbolo è quello del Pd”

De Caro: “Demitiani in coalizione? Non ne conosco. Unico simbolo è quello del Pd”

26 maggio 2018

Marco Imbimbo – «I problemi interni al Pd non danneggeranno la candidatura di Pizza», Umberto del Basso De Caro ostenta sicurezza in campagna elettorale, nonostante un Partito Democratico che continua a litigare, come dimostra anche lo sfogo di Livio Petitto, pochi giorni fa durante, la presentazione della lista di partito.

Divisioni che fanno parte della politica, ma che non compromettono la campagna elettorale del centrosinistra. «Queste elezioni sono state rese molto facili dall’estrema debolezza degli altri candidati, che non esistono proprio», ironizza De Caro prima di far notare come, le divisioni, non appartengano solo al Pd.

«Qualche schieramento si è diviso al suo interno rendendo ancora più precaria la condizione dei candidati che avrebbero dovuto rappresentarlo – ricorda De Caro. Per quanto riguarda i problemi nostri, che nessuno sottovaluta, mi pare che li abbiamo lasciati da parte perché alla fine abbiamo fatto tutti squadra su Pizza. Le varie anime del Pd si riconoscono in questa candidatura, è una prova di grande responsabilità. Le vicende del partito si vedranno dopo le elezioni».

Sulla candidatura di Pizza, invece, sottolinea l’autonomia e l’autorevolezza della persona. «Non è nato in nessuna cucina, è una persona indipendente scelta da più parti. Non è attribuibile a una sola. Sul suo nome si è registrata subito un’ampia convergenza e si tratta di una persona, sulla cui spalla, nessuno potrà mettere una mano dopo l’11 giugno». A Pizza va anche un consiglio, nel caso in cui diventasse sindaco: «Il suo dovere sarà quello di ascoltare tutti, ma poi dovrà decidere in autonomia».

Queste elezioni, però, stanno regalando anche una sorpresa, quella di una coalizione che vede insieme De Caro e i De Mita, che hanno presentato due liste centriste, anche se il senatore è di altro avviso. «Innanzitutto non si presentano con simboli di partito, semmai si definiscono centristi civici. Non vedo simboli tranne quello del Pd. Anzi non vedo riferimenti demitiani in giro, non ne conosco».

A chi gli fa notare come sia innegabile il fatto che, Maurizio Petracca, abbia dato vita a due liste, lui risponde: «E’ un consigliere regionale del centrosinistra, anche io ho votato per De Mita alla camera. Se andiamo a guardare i voti raccolti nel suo collegio elettorale, il 79% è formato da voti del Pd. L’ho votato con grande impegno, come ho fatto con D’Agostino».