De Blasio giura autonomia dai notabili:”Rispondo solo agli iscritti”

5 novembre 2013

Carmine De Blasio è il nuovo segretario del Pd, colui che guiderà le sorti del Partito Democratico nei prossimi anni e che si prepara ad affrontare le prossime turbolenze in vista del congresso nazionale.
Lo abbiamo intervistato per conoscere il vademecum che sarà la bussola del suo cammino.
Inizia l’era De Blasio che ripetendo le tue parole passerà alle cronache come l’ultima chiamata del Partito Democratico …
Ultima chiamata perché non ci resta altro tempo ancora per tradurre nel concreto le proposte che sono espressione di un progetto politico. Questo congresso che sarà un lungo congresso rappresenta la svolta, la possibilità di tradursi in quella speranza nei confronti degli interessi dei più deboli, degli invisibili, di chi ha meno possibilità per difendersi.
I congressi del Pd più che motivo di confronto si contraddistinguono per essere motivo di scontro, tu per riportare una situazione di quiete ti sei definito il segretario di tutti, frase che ripete chiunque al momento della sua proclamazione, come saprai farti interprete di questo obiettivo?
L’espressione sono il segretario di tutti ha sicuramente la sua carica retorica, ma porta dentro di sé un messaggio: l’aspirazione alla coesione. Per riuscire in questo obiettivo, innanzitutto dico quale Pd ho in mente e credo che a partire dalla scelta di chiamare la mia campagna congressuale “Democratici e basta” ho dato un segnale chiaro, l’idea di un partito dove non c’è spazio per individualismi e personalismi, per l’interesse di una parte, o di una corrente.
Le polemiche che pesano sul congresso le conosciamo, però tra tutte l’idea di un partito scalabile e di una certa imprenditoria che attraverso capitali economici è stata determinate nel mercato delle tessere per muovere le fila del congresso è un’ accusa che invita ad una riflessione in più…
Sono stato il primo ad avvertire questo profondo senso di smarrimento e sono stato il primo a denunciarlo parlando di denaturazione non nel senso di snaturare, ma di contaminare.
Ti ho però parlato di imprenditori che hanno mosso le fila, si è parlato anche della tua figura come supportata da una certa imprenditoria.
Ho fatto un calcolo, se vado ad analizzare i comuni dove si sono registrate le maggiori anomalie e li tolgo, dal 53 arrivo al 63 per cento. Io non ho riscontrato, almeno dietro di me, nessuna imprenditoria, se ci fosse stata avrei vinto col 90 per cento e non con un risicato 53 per cento.
Tra i temi affrontati nel congresso è emerso anche quello del dissesto al Comune di Avellino. La causa di un’ipotesi del genere sarebbe in gran parte da addebitare al Partito Democratico.
Sul dissesto c’è stata un’accelerazione, non so se completamente fondata. E’ una questione che è entrata a pieno titolo nel congresso provinciale, in altri tempi si sarebbe detto facciamo prima il congresso e poi parliamo del dissesto, questo non è accaduto. Allo stato attuale si sta verificando un accertamento puntuale e preciso dello stato dell’arte delle casse della città capoluogo e stiamo aspettando di capire insieme al sindaco qual’ è la soluzione da adottare per evitare ulteriori problemi ai danni dei cittadini. Bisogna mantenere un impegno, però, dire la verità a prescindere da quale sia.
Alle scorse primarie hai votato Bersani, perché a distanza di così poco tempo scegli di sostenere la candidatura di Matteo Renzi?
Se prima ho sostenuto Bersani era per un discorso politico di cui ero fermamente convinto, ma gli errori commessi e quello che è accaduto in Italia, all’indomani delle elezioni, non poteva lasciarci indifferenti. Ho sempre evidenziato l’irreversibile processo di disaffezione da parte dei cittadini nei confronti della politica, adesso, per ricostruire il rapporto con essi, bisogna mettere al centro i temi cruciali che riguardano la vita economica e sociale di un Paese. Allo stesso tempo, però va creata la condizione per mettersi in sintonia con l’opinione pubblica. Renzi ha realizzato questa condizione.
Il congresso nazionale sarà anche un banco di prova per la tua segreteria, riusciranno D’Amelio, De Luca, Famiglietti e i lettiani ad andare d’accordo?
Provo un profondo senso di gratitudine verso coloro che hanno individuato la mia candidatura, ma a differenze delle altre, questa segreteria ha una forza in più: io sono stato pure scelto dalle stanze di via Tagliamento, ma a votarmi sono stati circa 6mila iscritti di questo partito quindi rispondo a loro.
Qualcuno potrebbe risponderti che è stato un tesseramento tarocco?
Si dice che chi vince trova la strada, chi perde trova sempre la scusa. Io sono stato il primo a restare con l’amaro in bocca in questa partita, però la partita è finita e quando la partita è finita il risultato è quello. (di Rosa Iandiorio)