De Angelis: “Sul Ferragosto variazione legittima, si ritorni alla ragione”

De Angelis: “Sul Ferragosto variazione legittima, si ritorni alla ragione”

11 agosto 2018

L’assessore comunale Carmine De Angelis affida al suo profilo Facebook una riflessione sulla seduta di consiglio comunale sul Ferragosto.

Il Teatro dell’assurdo e la necessità di un ritorno alla ragione. Riflessioni a margine del consiglio. La variazione proposta era legittima e non ineriva soltanto le attività ed eventi culturali (il ferragosto per intenderci) ma l’iscrizione in bilancio di maggiori entrate relative ad importanti finanziamenti regionali, statali e europei. Tali questioni sarebbero state adeguatamente affrontate se la pregiudiziale non ne avesse impedito la trattazione nel merito.

Invece di discutere di presunti vizi procedurali, senza fattispecie normativa e sorretti sul vuoto, il tema reale della variazione era: verifica di vulnerabilità sismica e progettazione di eventuali interventi di adeguamento antisismico delle scuole, antincendio e sicurezza per scolastica; interventi di edilizia scolastica, censimento generale della popolazione, realizzazione dell’intervento di messa in sicurezza e riqualificazione del Teatro Gesualdo con connessi eventi culturali (quota massima 70%). Invece a fronte dei numeri proibitivi e in forza di pregiudiziali respinte anche dall’organismo di legittimità (Quel Segretario della precedente consiliatura) ci siamo arrovellati e scontrati!
Tutto nasce dal presunto requisito d’urgenza insito alla variazione appellata: in realtà si è’ confuso l’oggetto del contendere.

Tipico di ogni visione strumentale e non fattuale. Sulla pregiudiziale fondata sul nulla, alcune doverose precisazioni: 1) il parere tecnico e contabile è stato apposto dal segretario comunale (in sostituzione del ragioniere) e quindi non dal ragioniere (che in questi giorni non è in servizio) come erroneamente indicato con la pregiudiziale; 2) l’art. 19 c.1 del regolamento comunale espressamente stabilisce che “L’iniziativa delle deliberazioni spetta alla Giunta, al Sindaco, ai singoli Assessori ed ai Consiglieri”, e quindi anche all’Assessore; 3) l’articolo 175 c. 4 del TUEL recita che “Ai sensi dell’articolo 42 le variazioni di bilancio “possono” essere adottate dall’organo esecutivo in via d’urgenza opportunamente motivata, salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell’organo consiliare” e quindi non “”devono””. L’Ipotesi è’ quindi derogatoria e non Iter ordinario ! 4) la modifica ed integrazione del DUP (la cui approvazione è di competenza del consiglio comunale) sarebbe stata conseguenziale all’approvazione della variazione, giacchè effettuata dallo stesso organo . Principio sussuntorio non straordinario! 5) il punto più importante che non è stato chiarito (avrebbe smontato il vuoto di una pregiudiziale che scambia urgenze e doveri di variazione) è la convocazione straordinaria d’urgenza del consiglio!

Il consiglio è stato convocato d’urgenza non per il ferragosto (variazione oggetto di pregiudiziale e priva di motivazione tipicizzata per un comune strutturalmente deficitario) ma per la ratifica di una delibera di giunta, adottata dalla precedente amministrazione. La mancata ratificata nei 60 giorni ( mancavano meno di 5 giorni) avrebbe comportato un debito fuori bilancio.

Al fine di scongiurare la decadenza si è proceduto ad apportare correzioni alla predetta delibera in fase di proposta al consiglio, richiedendo un ulteriore parere ai revisori dei conti che si sono espressi favorevolmente. Dunque tale variazione motiva la convocazione d’urgenza e assorbe per motivi di buon andamento, efficienza della pubblica Amministrazione e razionalizzazione delle adunanze consiliari ogni altra questione ( la Corte dei Conti ha più volte ammonito soprattutto i Comuni deficitari di razionalizzare il numero di adunanze e contenere costi della politica).
Se l’urgenza non sussiste, se non c’è alcun ipotesi derogatoria allora di cosa abbiamo discusso?

Del Teatro dell’Assurdo …dove moderni Carnelutti e contemporanei Crisafulli bloccano il vero nodo: ovvero la variazione come l’iscrizione di maggiori entrate che consente il pareggio dei totali del bilancio approvato dal Consiglio. In un contesto consiliare che, sprovvisto del regolamento di bilancio armonizzato dal 2015, in quattro ore si è’ diviso in un assordante scambio di rancori. La città merita altro: toni più pacati, senso di responsabilità e doveroso ritorno ad una democrazia vera, non predicata ma realizzata! Avellino merita rispetto, abnegazione e risposte. Altri saranno i temi del contendere , altre questioni più spinose ci investiranno e su quelle insieme dovremo confrontarci e saper trovare una saggia via d’uscita , non transitiva ma di bene comune per il nostro capoluogo!