Dc-Psi, Conte: “Il capitale sociale del futuro? Il passato”

15 marzo 2006

Avellino – Autonomia e identità: Dc e Psi puntano sulla storia. Quella laica e riformista della tradizione pertiniana che, muovendosi sull’asse intesa-ricerca-soluzione, ha tracciato la strada verso il rinnovamento. L’obiettivo è uno: scomporre il quadro ‘destra-sinistra’ per la costituzione di un nuovo equilibrio politico. Al Samantha della Porta il Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Stefano Caldoro e Carmelo Conte, Ministro per le Aree Urbane nel Governo di Bettino Craxi, attuale capolista del gruppo Dc-Psi al Senato, aprono ufficialmente la campagna elettorale degli autonomisti. Al tavolo i segretari provinciale e regionale della Dc, Gianfranco Picariello e Lorenzo Montecuollo. In sala i candidati irpini alla Camera e al Senato, Fausto Sacco, Roberto Pirone, Carmine Giardino, Mauro Marruccio e Elia Muccio. “Un’intesa figlia di chi parla lo stesso linguaggio”. Il Ministro Caldoro va dritto al punto non risparmiando sferzate nei confronti di chi si è reso protagonista dello sfascio politico campano. Tre i nomi: De Mita, Bassolino e Mastella. “I veri responsabili della morte del Mezzogiorno”. La loro ‘colpa’? “Una politica di sviluppo che guarda al piccolo: 27 miliardi annui stanziati dal Governo Berlusconi per il Mezzogiorno. 16 quelli del quinquennio Prodi-D’Alema. De Mita rimprovera la Iervolino sul fronte del dialogo tra Enti locali e cittadini, ma dimentica che la maggior parte delle Istituzioni sono governate proprio da loro”. A parlare i ‘reduci’ di una sinistra intenzionata ad osare. Carmelo Conte ripercorre le tappe salienti di quel pensiero politico democratico che ha costruito l’Italia e che oggi non esiste più. “Nel centrosinistra convivono valori antiriformisti che cozzano con quanto predicato finora” – spiega Conte. E ancora. “Non esiste una sinistra senza socialisti. De Mita e Mancino sembrano rinnegare il passato ma è proprio lì che risiede il capitale sociale del futuro”. Sotto la sferza autonomista finisce anche la Quercia. “Bassolino ha avuto un grande merito: sollecitare attese e speranze. Peccato poi che non si siano tradotte in progetto politico”. E sul fronte nazionale Conte stigmatizza: “I Ds alimentano un comunismo settario lontano dalle logiche moderate che colpisce al cuore il pensiero riformista della sinistra”. In poche parole una coalizione spogliata dell’essenza. Senza un indirizzo ideologico e programmatico. Abbandonata al ‘gioco dei numeri’. (mari.mo)