D’Amelio: “Contro la camorra, credito alle micro e piccole imprese”

14 marzo 2010

Moschiano – “La criminalità organizzata trova terreno fertile nella crescente sfiducia nella legalità, alimentata dalla disoccupazione e dal disagio sociale soprattutto tra i giovani. Per invertire questa tendenza, politica e istituzioni devono offrire ai ragazzi volenterosi una possibilità, sostenendo in concreto piccoli e grandi progetti d’impresa in ambito commerciale, artigianale, terziario»”.

Così Rosetta D’Amelio a Moschiano, dove ha iniziato da questa mattina la sua agenda elettorale di incontri con amministratori locali e cittadini, proseguita poi nel Vallo di Lauro e nel Baianese. La candidata del Pd propone l’istituzione di un fondo destinato “ai talenti alla prima esperienza, che non dispongono dei titoli per ottenere il credito di cui hanno bisogno, ma anche alle piccole aziende in difficoltà e all’imprenditoria femminile”.

L’ex assessore regionale ritiene doveroso proteggere e valorizzare “il capitale umano del Mezzogiorno” con un piano finanziario mirato. «Se non si interverrà tempestivamente, il rischio è abbandonare al naufragio preziosi progetti innovativi, stritolati negli ingranaggi dell’usura e della criminalità organizzata». Per questo, «dobbiamo garantire credito e finanziamenti ai giovani che accettano la sfida della micro-impresa, nell’artigianato, nel terziario, nel commercio, nei servizi alla produzione, ma anche a quegli operatori che si battono ogni giorno per non dover chiudere la propria attività». Nel corso della giornata la D’Amelio ha quindi spiegato che l’obiettivo strategico del proprio programma economico è garantire chi opera nella piccola e micro impresa. «Occorre affiancare ai grandi investimenti strutturali e infrastrutturali, che pure sono necessari al rilancio competitivo del territorio, provvedimenti mirati a restituire fiducia ai piccoli imprenditori in Irpinia, sottraendo alla criminalità organizzata quelle che rischiano di diventarne facili prede». Per l’ex assessore regionale vanno premiati la “l’ingegno e la buona volontà” che motivano tanti operatori. «Dobbiamo rimettere in moto un’economia sana, proteggendola dall’usura e dal riciclaggio di denaro sporco, che trovano sbocco nel commercio e nei servizi, oltre che nei settori tradizionali dell’edilizia e del narcotraffico. Le micro imprese sono l’anello più debole della catena imprenditoriale e, in questa fase di crisi acuta dell’economia meridionale e nazionale, rappresentano la cartina al tornasole di un disagio sociale diffuso, che mina dal basso la stabilità dei mercati interni e il potenziale reddituale delle famiglie».

Agli amministratori e ai cittadini incontrati oggi Rosetta D’Amelio ha spiegato che «chi ha voglia di impegnarsi, deve trovare un corrispondente sostegno da parte della Regione e dello Stato. Non lasciando soli i piccoli imprenditori nella battaglia con il credito, si difende la legalità». La D’Amelio ha affrontato anche il tema della Banca del Sud, in queste ore rilanciata dal Ministro Tremonti. «Il Mezzogiorno non ha bisogno di essere beffato con promesse illusorie, dopo essere stato danneggiato dal prelievo indiscriminato dei suoi fondi destinati allo sviluppo», ha affermato. «La propaganda deve cedere il passo a provvedimenti concreti, in grado di recuperare il dramma sociale nel quale le conseguenze della crisi stanno gettando le nostre famiglie e le nostre imprese, aiutando quei giovani che decidono di non emigrare». Ed ha attaccato le scelte di Tremonti e Berlusconi, chiedendo risorse per i territori. «Mentre gli enti locali sono costretti anche a pagare gli oneri finanziari di un’emergenza rifiuti governata dai commissari scelti a Roma, strangolati da un Patto di stabilità ormai anacronistico e privati di ogni possibilità di investimento ordinario, si annuncia il “contentino” di un piccolo istituto di credito, capitalizzato come una cassa rurale, la cui utilità appare assolutamente tutta da dimostrare. Non sarebbe più facile restituire al Sud i miliardi di euro in fondi Fas sottratti?». La linea da tenere oggi è ben altra, ha spiegato. «Il credito e gli investimenti pubblici devono diventare strumenti per stimolare con efficacia l’economia reale, combinati sinergicamente. Il Mezzogiorno non chiede aiuto al Nord, ma deve pretendere di concretizzare il proprio potenziale competitivo rappresentato dalle sue imprese e dai suoi suoi talenti».

In questo senso, la D’Amelio ha annunciato l’adesione alla “Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie», promossa da Libera per il 20 marzo prossimo con una manifestazione a Milano. Il tema sarà appunto il contrasto all’infiltrazione delle mafie nel tessuto economico e finanziario del Paese.