D’Agostino: “Vicenda Isochimica gravissima come caso Eternit”

4 giugno 2013

I primi risvolti dell’inchiesta giudiziaria sulla vicenda Isochimica – in particolare l’affermazione della Procura della Repubblica secondo cui la mancata bonifica dell’area dello stabilimento espone a concreto pericolo un numero indeterminato di cittadini – impone a tutti, ciascuno per il proprio ruolo istituzionale e politico, di mettere in essere con la massima urgenza tutte le iniziative necessarie per tutelare la popolazione di Avellino residente nella zona di Pianodardine. Mentre la giustizia fa il proprio corso per l’accertamento della verità, naturalmente nella doverosa cornice di garantismo verso le persone a vario titolo indagate, dobbiamo tutti collaborare affinchè vengano immediatamente rimossi gli ostacoli di ogni ordine e grado che hanno sin qui impedito o rallentato l’iter di bonifica dell’area Isochimica. Occorre altresì sostenere, come già il sottoscritto ha fatto nelle sedi competenti, le sacrosante ragioni degli ex operai Isochimica che non possono accedere ai benefici del prepensionamento a causa di una norma decisamente iniqua rispetto alla gravità delle patologie contratte per l’esposizione dei lavoratori all’inquinamento ambientale da amianto prodotto dalla ex fabbrica di Pianodardine. Si informa, infine, che in data odierna, il sottoscritto ha predisposto una interrogazione urgente che sarà presentata ai Ministri dell’Ambiente e della Salute per sapere quali provvedimenti immediati si intende adottare per dare una prima risposta concreta all’allarme lanciato dalla Procura della Repubblica di Avellino. D’altra parte, la vicenda Eternit, che pure ha destato il giusto clamore in tutto il Paese, secondo gli esperti non è più grave di quella dell’ Isochimica, per la quale si sono già registrati 10 decessi e accertati oltre 150 casi di patologie molto gravi.