D’Agostino, gira in lungo e largo a sostegno Lista Monti

28 gennaio 2013

Dopo Salerno e Caserta, resta fitta l’agenda degli appuntamenti per Angelo D’Agostino candidato con Monti alla Camera dei Deputati. Insieme al capolista Cesaro mercoledì 30 gennaio D’Agostino sarà a Benevento per dare forza e sostegno alla presentazione dei candidati sanniti alle elezioni del 24 e 25 febbraio; si riproporrà in agenda il tema dello sfruttamento delle risorse poiché la campagna di trivellazioni per il petrolio coinvolge anche l’area del capoluogo beneventano, un “caso” per il quale D’Agostino ha chiesto al Ministro Riccardi di farsi portavoce presso la Regione per gli atti di competenza. L’appuntamento a Benevento è per le 16,30 in via Erchemperto presso il Meeting Point. La lista Monti che quotidianamente incontra donne ed uomini della società civile irpina, dà inoltre appuntamento al prossimo 1° febbraio. “La società civile sale in politica contro il populismo e per il rinnovamento della classe politica Campana e Italiana”: questo il tema dell’incontro promosso alle 17.00 a Grottaminarda presso l’auditorium dell’Università in via Flammia; interverranno Giovanni Ianniciello, sindaco di Grottaminarda; il capolista Antimo Cesaro e i candidati: Angelo D’Agostino, Armando Lamberti ed Ettore Zecchino. Mario Monti, sinonimo di credibilità. Sarà questo il tema che accomunerà gli interventi. Altro che espressione dei “poteri forti”: un accusa, quella di essere manovrato da gruppi occulti, che è pura propaganda. Basta ricordare come da Commissario europeo alla concorrenza Monti non sia stato certo tenero con veri “poteri forti” come la General electric e la Microsoft (in quest’ultimo caso con una multa da 500 milioni di euro). Il fatto che in questi giorni venga attaccato da destra e sinistra, cioè da quelle forze che lo hanno sostenuto per un anno votando tutti i provvedimenti significa una sola cosa, da destra e da sinistra si ha paura del linguaggio di verità e responsabilità usato da Mario Monti. Si continua a fare propaganda politica dimenticando l’Italia dov’era a novembre 2011 e soprattutto l’impegno che occorre ancora per far “salire” l’Italia.