D’Acunto: “Ospedale Ariano declassato a centro raccolta sangue”

26 luglio 2014

Marco D’Acunto, segretario della Fp Cgil lancia l’allarme: “Il Decreto Regionale n. 42 del 4 luglio 2014 dello scorso 4 luglio ha declassato il SIT dell’Ospedale di Ariano Irpino a semplice Centro di Raccolta del sangue. Non appena il decreto sarà esecutivo, per le necessità legate alle trasfusioni di sangue sia l’Ospedale di Ariano Irpino che quello di Sant’Angelo dei Lombardi dovranno rivolgersi al Servizio di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera “Moscati” di Avellino.
Il Servizio di Medicina Trasfusionale attualmente esistente presso l’ospedale di Ariano Irpino assolve oggi a compiti importanti quali la raccolta del sangue, la sua conservazione, l’assegnazione al paziente svolgendo funzioni fondamentali e necessarie non solo ad un Ospedale di 2° livello quale quello di Ariano Irpino ma a tutta la rete dell’emergenza territoriale. Il decreto regionale impedirà che la struttura di Ariano possa in futuro rendere garantita tutta l’attività chirurgica in elezione e quella in emergenza presso la struttura del Tricolle, come pure l’attività delle cliniche accreditate della zona.

L’applicazione del decreto lascerà presso il “Frangipane” solo una scorta minima di sangue zero negativo per le emergenze che sarà sufficiente solo per un numero ridottissimo di casi. Si tratta, dunque, di un decreto che penalizza per l’ennesima volta le aree interne e, nella fattispecie, l’ospedale di Ariano già pesantemente ridimensionato nelle sue attività. A rischio, soprattutto, viene messa per l’ennesima volta la salute dei cittadini che, nel caso di emergenze emorragiche, vista la distanza chilometrica da percorrere per l’approvvigionamento di sangue ed emocomponenti, non avranno la garanzia di un pronto intervento. La FP CGIL di Avellino fa appello ai consiglieri regionali eletti all’interno del nostro territorio ma anche a tutti i sindaci del bacino di utenza dell’Ospedale di Ariano Irpino affinché facciano sentire la loro voce ed il loro peso al fine di far ritornare la Regione Campania sui propri passi”.