Da Jamison a Ford, quanto è cambiata Ferrara

13 marzo 2010

Roster talentuoso e rinnovato, ma che non ha ancora trovato la giusta quadratura del cerchio. Questa l’estrema sintesi dello stato attuale del prossimo avversario di Avellino. Domani, con inizio alle ore 18,15 e diretta Sky Sport 2, l’Air farà visita ad una Carife in piena zona retrocessione, a dispetto di un organico di assoluto valore. Rispetto alla gara d’andata, gli estensi hanno rinnovato il 60% dello starting five ed il cambio che più di tutti ha mutato la pallacanestro di coach Valli sta tutto nell’avvicendamento Jamison-Ford (nella foto) sotto le plance. Due tipologie di pivot agli antipodi perchè se con l’ex Avellino i bianconeri appoggiavano molto la palla in post basso, giocando un pick and roll spesso prevedibile, con l’arrivo del totem di Washington, le soluzioni offensive si sono moltiplicate. Dalle situazioni di pick and pop ad un invidiabile piazzato dalla media e lunga distanza, l’arrivo di Ford ha giovato molto anche a Jackson e Grundy in termini di spaziature d’area. L’indice dei successi ferraresi vive totalmente nell’apporto dei tre coloured: il trio di mori garantisce infatti quasi 50 punti a gara, un terzetto di americani largamente al di sopra della soglia salvezza. I nomi non rispecchiano però la reale situazione che si vive in casa Carife. Una classifica a dir poco deficitaria, penultimo posto in classifica a quota dieci punti ed a quattro lunghezze dal duo Cremona-Pesaro. Contro Avellino, sarà più che mai vietato sbagliare e confermare quanto di buono fatto vedere domenica scorsa contro la capolista Siena. Anche se nelle ultime cinque gare è arrivata una sola vittoria (a Cremona), complice un calendario a dir poco ostico (Teramo, Milano, Roma e Siena), le sensazioni parlano di una squadra tecnicamente in ripresa, ma che dovrà però fare i conti con la pressione e l’importanza della posta in palio. Dal canto suo l’Air, se da un lato ha poco o nulla da perdere in virtù di una classifica che sorride al discorso salvezza, dall’altro ha l’obbligo di sfruttare al meglio la trasferta per mettere definitivamente in cassaforte la decima permanenza consecutiva in A ed, allo stesso tempo, strizzare l’occhio ai play off. Tenere alta l’intensità difensiva per non far entrare in ritmo le bocche da fuoco di casa e limitare le folate di Spinelli che, con l’apporto del pubblico amico, può rappresentare una delle armi in più di coach Valli. Al Pala Segest è atteso il tutto esaurito, un aspetto che potrà fornire la giusta spinta emotiva anche ad una panchina di non primissimo piano. Se il quintetto, completato dal temibile Shultze, non ha nulla da invidiare a roster che attualmente occupano la parte sinistra della classifica, dalla panca, l’apporto di Sangarè, Farabello e Nnamaka si lascia apprezzare quasi esclusivamente in termini di quantità. Chiudono le rotazioni, il figlio d’arte Sacchetti, temibile dal perimetro in uscita dalla panchina, ed il quarantenne Rizzo che, dopo una ventennale carriera culminata con lo scudetto casertano del ’91, è da tre stagioni la chioccia di Ferrara (di M. Roca).