Csm – Mancino interviene sulla riforma e sull’immunità parlamentare

29 luglio 2008

Nicola Mancino, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, in occasione della presentazione della circolare annuale delle tabelle dei tribunali, ha evidenziato ancora una volta l’utilità del dialogo tra le istituzioni, senza alcuna preclusione alle riforme di giustizia e Csm: “Recentemente ho affermato l’importanza del dialogo tra tutti i vertici istituzionali. Il dialogo è uno strumento di democrazia e gli interlocutori sono tutti coloro che operano nel mondo della giustizia”. Mancino ha anche spiegato di condividere la necessità di una riforma più ampia rispetto a quella passata: “Abbiamo impiegato 7 anni per la riforma dell’ordinamento giudiziario ma non mi pare che il problema della giustizia sia stato effettivamente risolto. Il concetto di ragionevole durata del processo e di giusto processo non sono invenzioni dei magistrati. Tutti dobbiamo predisporci ad interloquire, dobbiamo instaurare un confronto a cui ognuno deve dare un contributo nell’ottica di una riforma invocata da tempo”. Dunque il dialogo è la conditio sine qua non, secondo il vice presidente del Csm, per la concretezza dei cambiamenti previsti per settembre: “Ci auguriamo un autunno di dialogo. Siamo un organo che fa pareri per il Ministro della Giustizia, ma guai alla democrazia che non sa prendere in esame anche i pareri dissonanti”.
Mancino, inoltre, ha anche spiegato di condividere, a titolo personale, la contrarietà del presidente del Senato, Renato Schifani, alla restituzione dell’immunità parlamentare: “Non sta a me giudicare questo dibattito, ma se l’immunità rischia di trasformarsi in impunità io sono contrario”. (di Rossella Fierro)