Crisi economica, Epifani: “Rischio maggiore per giovani e Sud”

24 novembre 2010

Avellino – “Il rischio concreto, alla luce di una crisi che è molto peggiore di quello che si immaginasse, e che ricade sistematicamente su quei ceti deboli che non l’hanno determinata, è quello di un ulteriore aumento della disoccupazione giovanile al Sud”. Questo il grido d’allarme lanciato nel corso del convegno dal titolo ‘Trent’anni dopo, il patto per lo sviluppo’, dal segretario nazionale uscente della Cgil Guglielmo Epifani. Nel lungo intervento con il quale ha concluso il dibattito, cui hanno partecipato, tra gli altri, i segretari provinciali e regionale della Cgil, Vincenzo Petruzziello e Michele Gravano, oltre al sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso ed all’assessore provinciale al Lavoro, Giuseppe Solimine, Epifani, partendo dalle particolari vicende seguite al terremoto del 1980 ha evidenziato dettagliatamente le ragioni ed i rischi dell’attuale crisi economica, e le gravi ripercussioni nel Mezzogiorno. “Laddove la ripresa sarà inferiore, e cioè al Sud – ha osservato – è facile immaginare che nei prossimi anni vi saranno cifre relative allo spopolamento maggiori di quelle attuali, tipiche dei grandi processi emigratori del ’50 e ’60”.
Di qui la dura critica dell’ex segretario della Cgil alle attuali politiche del governo centrale, in particolare i tagli alla scuola, all’università ed alla ricerca, e l’appello alle istituzioni affinchè vi sia un forte intervento pubblico in relazione alle infrastrutture: “Come è possibile che in un momento di crisi come questo vengano negati dal Cipe i fondi per le infrastrutture strategiche al Sud? – ha chiesto provocatoriamente – E’ a mio avviso il segnale del fatto che non si comprende che in tali frangenti si può ripartire proprio dalla progettazione di strade ed assi di collegamento”.
Duro, poi, l’affondo sulle ultime vicende nazionali: “Rispetto ai gravi problemi che assillano i lavoratori ed i ceti deboli – ha dichiarato – il nostro paese continua ad offrire uno spettacolo indecente”. E proprio per questo, il segretario uscente della Cgil ha infine rilanciato le ragioni della manifestazione nazionale del sindacato indetta per il prossimo 27 novembre a Roma: “Siamo l’Italia che chiede di cambiare – ha osservato – è necessario allora scendere in piazza, ed invocare il cambiamento ripartendo dal lavoro, dai problemi e dall’unità del Paese”.

Nel rivendicare l’importanza di realizzare gli indirizzi programmatici del patto per il lavoro e lo sviluppo, a partire dagli incontri in programma oggi e domani con gli assessori regionali Sergio Vetrella e Severino Nappi, fino al Consiglio provinciale monotematico in programma sabato prossimo a Palazzo Caracciolo, anche il segretario provinciale della Cgil Vincenzo Petruzziello ha evocato, in assenza di risposte, la necessità di realizzare una grande mobilitazione provinciale. Significativo anche il contributo del sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, che ha puntato il dito contro i governi regionale e nazionale in relazione al blocco dei fondi Europa PIU, ed al dirottamento al nord dei fondi Fas: “E’ il Sud la vera carta vincente per la ripresa del Paese – ha dichiarato – Per questo, è necessario che il sindacato tenga alta la guardia contro le politiche antimeridionalistiche in atto, facendo fronte comune con le istituzioni locali come è avvenuto in relazione alla questione dei tagli alla sanità, o ai rifiuti”. Sulla crisi che ha colpito il colosso del metalmeccanico in Irpini, la Fma di Pratola Serra, Epifani ha lanciato un messaggio all’ad di Fiat Sergio Marchionne: “Gli operai hanno ragione. E’ chiaro che c’è un segno di distacco del gruppo nei confronti degli stabilimenti italiani, il problema è che non è chiaro cosa si vuole fare. Marchionne – ha concluso Epifani – deve dire cosa vuole fare”.


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