Crisi Avellino, l’attesa infinita tra silenzi e tentativi di rilancio

Crisi Avellino, l’attesa infinita tra silenzi e tentativi di rilancio

9 luglio 2019

di Claudio De Vito – Un mese, o anche meno, al primo impegno ufficiale della stagione 2019/2020 ma l’Avellino è tutt’altro che proiettato alle operazioni precampionato prettamente legate al campo. Il 4 o l’11 agosto infatti è previsto l’esordio in Coppa Italia di Serie C, non essendo prevista da regolamento la partecipazione alla coppa tricolore nazionale.

La Serie C non aspetta e anticipa anche i tempi della presentazione dei calendari inizialmente prevista il 31 luglio. La nuova data è il 25 luglio, segno che la Lega Pro sotto la guida di Francesco Ghirelli si sente certamente più sicura della scorsa estate. Nei prossimi giorni, il Consiglio Federale definirà anche gli organici su segnalazione della Covisoc e sulla base di ripescaggi e riammissioni rispetto ai quali non si segnalano particolari criticità.

Criticità che invece investono l’Avellino alle prese con una situazione societaria preoccupante che si trascinerà anche dopo il 12 luglio, giorno dell’udienza fallimentare fissata per Sidigas. I legali di Gianandrea De Cesare saranno in aula alle 9.30 per rimodulare l’accusa contenuta nell’istanza del procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio e proporre il concordato preventivo. Mosse e strategie che non si esauriranno certo nella giornata di venerdì, ma la sensazione è che almeno per il momento non ci saranno ribaltoni in seno alla proprietà dell’Unione Sportiva.

Intanto però secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, De Cesare avrebbe incontrato a Roma Piero Camilli, presidente della Viterbese che è sul punto di cedere a giorni se non ad horas. Il vulcanico imprenditore laziale impegnato nel settore dell’allevamento e della lavorazione delle carni ovine, ma anche figura politica a livello locale a Viterbo, avrebbe sondato il terreno per il club biancoverde.

Da casa Sidigas tutto tace. Il silenzio, più che d’oro, è diventato d’obbligo, una sorta di diktat. Non essendoci un direttore sportivo sotto contratto, Claudio Mauriello ne sta facendo le veci sondando la disponibilità da parte di alcuni veterani della passata stagione. C’è chi è disposto ad aspettare, ma non all’infinito. Ormai si arranca su tutti i fronti nel goffo tentativo di programmare last minute.

In tutto ciò, i tifosi continuano ad interrogarsi sul futuro di una società che ha visto crollare all’improvviso i consensi della piazza, a maggior ragione dopo la caduta libera della Scandone che ha salutato la massima serie del basket. Si attendono risposte e riscontri a breve termine. L’Avellino arranca mentre intorno tutto corre, a tutto gas.