Cosa è FaceApp, come funziona e quali i rischi per la privacy

Cosa è FaceApp, come funziona e quali i rischi per la privacy

17 luglio 2019

FaceApp è un’applicazione (sviluppata da Wireless Lab, società russa fondata da Yaroslav Goncharov), disponibile per Android e iOS lanciata a gennaio 2017, che utilizza l’Intelligenza Artificiale per elaborare le foto ed applicare particolari filtri al volto.

Uno di questi semplicemente ti invecchia. E’ il filtro più noto, ma ce sono anche altri che permettono di applicare il trucco, cambiare colore e taglio di capelli, modificare l’espressione e persino il sesso.

FaceApp è tornata di moda e in queste ore impazza su tutti i social network dopo che alcune celebrità hanno dato il via alla #FaceAppChallenge, che consiste proprio nel pubblicare una foto di sé invecchiata con l’app in questione.

Leonardo DiCaprio, Tommaso Paradiso, Gigi Buffon, Silvio Berlusconi e altri personaggi noti hanno risposto alla sfida con i loro visi trattati con l’effetto invecchiamento. Altri come Donald Trump hanno fatto l’opposto, mostrandosi ringiovaniti. Tra i famosi che hanno iniziato a usarla, trasformandola nell’app del momento, ci sono anche i calciatori. Petagna e Papu Gomez l’hanno già sperimentata dando spettacolo sui social. Paulo Dybala ha postato il cambiamento tra le storie di Instagram aggiungendo la didascalia “Tra qualche anno così”. Nella foto si vede la Joya festante dopo un gol e con la fascia da capitano al braccio ben in vista. L’argentino si immagina così tra qualche anno: ancora alla Juventus, felice e capitano.

Ma come la mettiamo con la privacy? Se il nuovo tormentone social coinvolge decine e decine di nuovi utenti ogni giorno, più di qualcuno inizia a interrogarsi sulla questione privacy: come per ogni app, infatti, è bene ricordare che potenzialmente ogni scatto potrebbe essere archiviato nei server in uso dallo sviluppatore. Ad oggi, oltre 80 milioni di utenti hanno scaricato e stanno utilizzando l’applicazione ma i dubbi sulla Privacy sono davvero tanti. Per riuscire ad utilizzare l’app infatti, è necessaria una connessione ad internet e le foto che scegliamo di invecchiare, vengono caricate sui server della Wireless Lab per l’elaborazione e diventano proprietà dell’azienda, secondo quanto si legge nei termini e nelle condizioni:

Utilizzando l’app concedi a FaceApp una licenza perpetua, irrevocabile e non esclusiva per utilizzare, riprodurre, modificare, adattare, pubblicare, tradurre, creare opere derivate da, distribuire, eseguire pubblicamente e mostrare, sul contenuto dell’utente e qualsiasi immagine fornita in relazione al contenuto dell’utente in tutti i formati e canali multimediali ora conosciuti o successivamente sviluppati, senza alcun compenso.

Oltre a perdere qualsiasi diritto sulla foto selezionata, che probabilmente è la cosa meno grave, l’informativa sulla privacy indica chiaramente che l’applicazione raccoglie anche informazioni sulla posizione e sulla cronologia di navigazione degli utenti. Sostanzialmente, ogni volta che invecchiate una foto, l’applicazione saprà chi siete, riuscirà a capire a quale fascia d’età appartenete, il vostro sesso, dove vi trovate e quali siti avete visitato in passato. Successivamente, tutte queste informazioni vengono vendute ad azienda pubblicitarie che generano un vostro profilo online e vi sottoporranno campagne pubblicitarie mirate alle quali difficilmente riuscirete a rinunciare, perchè basate strettamente sui vostri interessi.

Il CEO dell’azienda non ha ancora risposto ai dubbi sulla Privacy che sono stati sollevati ma tutto questo non rispetta nemmeno il GDPR europeo in quanto l’utente non viene informato praticamente di nulla.

Come se non bastasse, alcuni sostengono che FaceApp possa leggere non solo la foto che viene sottoposta ad invecchiamento, ma anche tutte le altre presenti in libreria e, qualora la cosa risultasse vera (non è ancora stato provato), sono tantissime le informazioni personali che andremmo a condividere con l’azienda, compresi degli eventuali screenshot sul nostro conto corrente, possibili password salvate con un’istantanea dello schermo, il saldo disponibile in applicazioni come Hype o altro ancora. Ricordate che qualsiasi foto caricata sui server diventa di proprietà dell’azienda che potrà farne un qualsiasi utilizzo.