Coronavirus, il messaggio dell’Abate Padre Riccardo Luca Guariglia

Coronavirus, il messaggio dell’Abate Padre Riccardo Luca Guariglia

15 Marzo 2020

Il messaggio dell’Abate di Montevergine Padre Riccardo Luca Guariglia.

Carissimi fratelli,

in questi giorni drammatici che stiamo vivendo di fronte dell’emergenza legata al propagarsi del cosiddetto Covid19, sento il dovere di esprimere i miei sentimenti di amore e di vicinanza a tutti voi. Viviamo un tempo difficile, fatto di incertezza e di apprensione, di smarrimento e di attesa, ma non dobbiamo mai perdere la speranza con la consapevolezza che tutto dovrà finire. Per ricominciare ancora.

Utilizziamo questo tempo per pregare affinché il Signore ci conceda la forza di affrontare questa emergenza non solo italiana, ma planetaria, una emergenza che ha palesato la nostra fragilità di esseri umani.

Preghiamo per tutti i medici, infermieri, paramedici, biologi ed operatori sanitari che, con grande abnegazione, senso di responsabilità e turni massacranti, sono in prima linea negli ospedali a sostegno della gente, per tentare di salvare quante più vite possibili, perché ognuna di essa è una vita preziosa. Preghiamo per i sofferenti, per i degenti, per i malati gravi; è importante unirci tutti e fare arrivare con forza la nostra preghiera fino a Dio. Per tale ragione la Conferenza Episcopale Italiana ha promosso un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.

Facciamo di questo un tempo di preghiera, e di riflessione. Utilizziamo bene questo tempo per rinsaldare i rapporti familiari, per accarezzare i nostri figli, per dire una parola buona ai nostri cari, per domandare perdono, anche a distanza, alle persone che abbiamo offeso e a nostra volta perdonare le offese subite.

Oggi più che mai, c’è bisogno di preghiera e gesti di amore. In questi giorni avrei voluto essere dinanzi all’Icona della Madonna di Montevergine ma, mio malgrado, per questioni di salute, mi trovo in un’altra città. Però il mio cuore è lì, sulla vetta del Partenio, da Mamma Schiavona.

Torneremo un giorno nelle strade, nelle piazze, in riva al mare e scopriremo nuovamente la bellezza che ci sta in un abbraccio, in un gesto di affetto, nelle piccole cose che in realtà sono le grandi cose.

Maria Santissima di Montevergine, prega per noi