Coronavirus, la Figc bussa alla porta del governo: ecco la risposta alla crisi

Coronavirus, la Figc bussa alla porta del governo: ecco la risposta alla crisi

27 marzo 2020

di Claudio De Vito. Soluzioni alla crisi che metterà in ginocchio tutto il sistema calcio in Italia per via dell’emergenza Coronavirus. Ci sta lavorando la Federcalcio che martedì ha dato il via al tavolo di confronto con le varie Leghe e componenti federali (AIC, AIAC E AIA) al fine di presentare le misure salvacalcio al governo.

Il numero uno della Figc Gabriele Gravina ha messo a punto con le parti in causa un documento condiviso con le seguenti proposte: riconoscimento dello stato di crisi del settore calcistico per cause di forza maggiore; proroga delle concessioni d’uso di impianti sportivi e la sospensione del pagamento dei canoni di locazione e concessione; differimento delle scadenze fiscali, contributive e assicurative; estensione della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà ai lavoratori non sportivi e anche per i lavoratori sportivi di B e C, fino ad un massimo di 50 mila euro lordi.

In cantiere anche altre misure da chiedere allo Stato per evitare il default: prolungamento della fine di questa stagione a dopo il 30 giugno; riallineamento della scadenza dell’art. 85 delle Noif (adempimenti Covisoc); adeguamento degli adempimenti delle Licenze Nazionali (es. fideiussioni e modalità ripianamento carenze patrimoniali); rinegoziazione a termine dei contratti sportivi e amministrativi di primo livello.

Insomma un bel da fare per il governo del calcio italiano mentre il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha espresso tutti i suoi dubbi sulla ripresa a breve termine dei campionati di calcio e delle attività nelle altre discipline: “Le ottimistiche previsioni che facevano pensare di potere riprendere a fine aprile o ai primi di maggio. Sul 3 maggio sono dubbioso, se ci fosse la possibilità di riprendere decideremo di farlo a porte chiuse”.

Nella migliore delle ipotesi pertanto si va verso una ripresa dei vari torni entro il mese di maggio o addirittura a giugno. Ed è per questa ragione che la governance del calcio ha già adottato un indirizzo consapevole dello sforamento oltre il 30 giugno che comporterà ripercussioni non soltanto a livello tecnico-sportivo, ma anche finanziario, contrattualistico e di gestione da parte dei club.