Coordinamento presidenti, Giusto: “No ai leaders senza popolo, sì ad un percorso di condivisione”

4 maggio 2005

“Sono convinto della straordinaria e positiva novità che è nata ieri: il Coordinamento dei Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno. La nuova geografia politica, dopo le elezioni regionali, consente più di ieri questo nuovo percorso. Si tratta però di capire come si procede. Ci sono grandi aree di attività per il lavoro del coordinamento dei presidenti, tra cui la difesa della Costituzione, una politica per le infrastrutture, il rilancio di una politica su ricerca e formazione, io aggiungerei una politica sulla dignità sociale, sui lavori atipici, una nuova politica sanitaria, una valorizzazione del bene più prezioso del Sud: il territorio”. E’ questa l’analisi condotta dal consigliere regionale Angelo Giusto, in quota Ds, che, tuttavia, non manca di palesare le proprie perplessità: “Se questi sono i titoli di una nuova stagione è pensabile che una cooperazione interregionale di così grande interesse comune possa essere affrontata in una sorta di ‘governo solitario’ che prescinde da un naturale rapporto con i presidenti dei Consigli regionali, le assemblee elettive, i presidenti delle Province, i sindaci per fermarmi ai soli livelli istituzionali? Ma poi che fine fanno in questa prospettiva i partiti, i sindacati, le associazioni, il mondo dei saperi? E’ evidente il limite del partito dei Presidenti del Sud. Meno male che è stato scongiurato, ma nemmeno possiamo fermarci ad una gestione di leaders senza popolo e di sfuggire alla domanda di costruire una democrazia partecipata, altrimenti quando invochiamo la difesa della Costituzione ci prendiamo in giro. Si tratta, in questo avvio di una nuova straordinaria esperienza, di saper far convivere in tanti territori, esecutivi ed assemblee legislative, l’insieme delle istituzioni, Regioni, Province e Comuni. Partendo dai problemi viene fuori il limite di un coordinamento dei presidenti senza radici mentre si rafforza la speranza di ricostruire un ponte con la gente. Un pensatoio migliore non riesco a vederlo e prima ci attrezziamo a dare questa ‘anima’ al coordinamento meglio sarà, altrimenti anche una buona intuizione finirà con il trasformarsi in un nuovo annuncio senza futuro”.