Convegno sul sistema Moda con De Mita e Iervolino. Avellino tiene

9 marzo 2006

Sistema Moda Campano? Riconversione e consorzio per contrastare la concorrenza dei Paesi dell’Est e di quelli asiatici: ecco quanto emerge dal sondaggio svolto su un campione di imprese campane del mondo della moda realizzato dal Centro Studi della Fondazione Mondragone. Il rapporto sarà presentato domani venerdì 10 marzo alle 16 alla Fondazione Mondragone (Piazzetta Mondragone, 18 – Napoli) nel corso del convegno “Il marchio della tradizione artigianale campana nel Sistema Moda Italiano: strategie di sviluppo”. All’incontro, che sarà introdotto dal commissario straordinario della Fondazione Mondragone Elena Perrella, parteciperanno tra gli altri Ciriaco De Mita, lo stilista Romeo Gigli, il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo, il Presidente della Camera di Commercio di Napoli Gaetano Cola, l’Assessore all’Innovazione Tecnologica ed alla Ricerca Scientifica della Regione Campania Teresa Armato, il Presidente di Alta Roma Stefano Dominella, il Presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli Gianni Lettieri, il Presidente Fondazione Formoda e della Brioni Lucio Marcotullio e l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Andrea Cozzolino. Secondo il sondaggio per il 42 per cento delle imprese campane la concorrenza internazionale ha rappresentato la causa della riconversione delle produzioni dalla fascia medio-bassa a quella medio-alta con il successivo ridimensionamento dell’attività imprenditoriale; per l’ 11 per cento, invece , è arrivata a rappresentare la causa della chiusura dell’attività imprenditoriale. A confermare questo dato è la rielaborazione degli ultimi dati Istat, realizzata dal Centro Studi della Fondazione Mondragone, sulle aziende attive presenti nella regione. Nel 2005, infatti, in Campania sono 9.131 le aziende attive, registrando cosi un calo di 293 unità rispetto al 2004. Inoltre il 43% delle imprese intervistate per il sondaggio ha dichiarato di non aver risentito della concorrenza delle aziende operanti nei paesi a basso costo di manodopera: infatti il 27% è riuscita a diventare leader di mercato nella fascia alta, mentre, il 16% ha continuato ad essere competitiva nella fascia bassa. Dal sondaggio è emerso anche che il 45% delle aziende prese in considerazione, per contrastare la concorrenza e mantenere le proprie quote di mercato, sta partecipando a consorzi per la produzione e la commercializzazione dei prodotti. Timidi segnali di ripresa del settore s’intravedono, anche, dai dati sul commercio estero delle aziende campane. Secondo la rielaborazione dei dati Istat svolta dal Centro Studi della Fondazione Mondragone, infatti, migliora l’export campano degli articoli di abbigliamento che è aumentato del 10.8% nel periodo gennaio-settembre 2005 rispetto allo stesso periodo del 2004, ben al di sopra della media del Mezzogiorno del +1,1% e nazionale del +3.7%. La quota dell’ export campano rappresenta il 23,1% sul totale del Mezzogiorno . Il saldo negativo della bilancia commerciale del settore abbigliamento della Campania è diminuito di quasi 8 milioni di euro. Bene Avellino con un saldo pari a quasi 3 milioni di euro. Male Caserta ,Salerno e Napoli. Si difende l’ export campano dei prodotti tessili che ha registrato un -4,8 % in linea con la perdita media del Mezzogiorno del -4,8 % , ma inferiore rispetto alla media nazionale del –5,7%. La quota dell’ export rappresenta il 26,5% sul totale del Mezzogiorno .Il saldo negativo della bilancia commerciale della Campania nel settore prodotti tessili si è incrementato di circa 19 milioni di euro. Ma nello specifico è andato bene il saldo registrato da Benevento , Caserta e Salerno. La stessa tendenza si registra anche per l’ export campano delle calzature il cui saldo della bilancia commerciale è pari a 104 milioni di euro nei primi nove mesi del 2005, registrando una diminuzione di quasi 14 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2004. Positivo il saldo di Napoli che ha registrato un incremento di saldo di circa 8 milioni di euro;situazione negativa per Benevento e Salerno. La quota dell’ export campano delle calzature rappresenta il 36.3% sul valore totale dell’ export del Mezzogiorno. La variazione dell’export campano rispetto allo stesso periodo del 2004 è -7,9, risultando inferiore alla media del Mezzogiorno pari al –9.6% ,ma superiore rispetto a quella nazionale del -3,7. “I dati sottolineano- dichiara il commissario straordinario della Fondazione Mondragone Elena Perrella – che le aziende stanno superando la crisi di questi anni attraverso la riconversione delle proprie attività e la partecipazione ai consorzi per la produzione e la commercializzazione dei prodotti. La riconversione e il consorzio sono ormai strumenti fondamentali per le aziende per poter essere competitive e contrastare la concorrenza dei Paesi dell’ Est e di quelli asiatici. Solo facendo sistema le aziende potranno imporsi e acquisire un ruolo nello scenario internazionale. L’incontro di domani vede la partecipazione di quanti per competenze e ruolo istituzionale sono attivi nel ridisegnare un Sistema Moda competitivo. Occorre sempre più fare sistema per far emergere e valorizzare le produzioni artigianali campane nei mercati internazionali. In un Made in Italy di qualità l’identità e l’artigianato della moda può essere un volano di sviluppo per l’economia della regione”.