Convegno dei giovani della Margherita: parte l’orgoglio del partito

19 dicembre 2005

Avellino -‘La Margherita che cambia. Nuove generazioni e classi dirigenti’: non un semplice slogan che inneggia al cambiamento, ma un momento di riflessione promosso dal gruppo dirigente del Fiorellino a due anni dal congresso di Venticano. E’ il capogruppo comunale della Margherita Enza Ambrosone a sgomberare immediatamente il campo da facili equivoci, oggi al convegno del Viva Hotel di Avellino. “Nessuno ha pensato mai di creare, attraverso questo incontro, i presupposti per un cambiamento. Non si può, sic et simpliciter, sostituire un gruppo dirigente autorevole e radicato sul territorio. Sono convinta che la storia non si ripeta quasi mai, ma che da essa si possa attingere un insegnamento decisivo e illuminante: una squadra che ha saputo imporsi a livello nazionale attraverso il vincolo della solidarietà. Perché come singoli non si va da nessuna parte”. E’ una Margherita, quella che si è ritrovata ieri pomeriggio, pronta a cogliere la sfida della modernità. Da qui parte il progetto di sintesi territoriale: consolidare il soggetto politico in relazione alla realtà provinciale. “La Margherita – continua la Ambrosone – deve continuare ad essere lo strumento che organizza il consenso e che fa crescere le nuove classi dirigenti”. Riscoprire il senso della ‘comunità partito’ è la proposta di Mario Bruno, che sottolinea l’importanza della funzione e del ruolo della Margherita, sia sul piano politico che amministrativo. Una proposta che non manca di puntualizzazioni “estranee ai condizionamenti ideologici”…, facilmente collocabili nei vecchi clichè. Presenti all’incontro, tra gli altri, il presidente Asi Pietro Foglia, il segretario provinciale della Margherita Domenico Covotta, il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso e Pino Freda, Rosanna Repole, Luigi Cardillo, Vanni Chieffo, Pasquale D’Onofrio, responsabile Giovani Margherita, i presidenti delle comunità montane Palerio Abate, Nicola Di Iorio, Franco Vittoria e Michele Langastro, l’assessore provinciale Enzo Alaia, il consigliere provinciale Giuseppe Pacifico, Rosetta Casciano, Luisa De Lisio, e numerosi amministratori tra cui i sindaci di Montefredane, Antonio Panza, e Nusco, Giuseppe Del Giudice. Ed è il primo cittadino del comune altirpino a precisare nel suo intervento il percorso e le motivazioni “di quella generazione di ventenni che come me ha iniziato a muovere i primi passi negli anni ’90, quando la politica era fuori moda. Ma che dietro di sé aveva la grande lezione dei partiti intesi non come luoghi della felicità, ma strumenti della civile convivenza dove organizzare le proprie individualità in funzione degli altri”. Interessanti gli interventi di Carmine De Blasio, Iandoli, Antonella Polcaro e Franco Vittoria: tutti innestati nel giudizio positivo che la società italiana ed in particolare quella irpina affida alle speranze della Margherita di essere un partito nuovo senza rinnegare il passato e la storia degli uomini. A chiudere i lavori Giuseppe De Mita che ribadisce il ruolo del partito come mezzo non di discussione strumentale ma veicolo di cambiamento inteso nei termini di “responsabilità e solidarietà”. Un partito che si apre al nuovo, scettico sulle primarie perchè, “più proponibili con il proporzionale di ieri che oggi…anche per evitare candidature fuori dalla politica e dai partiti, sul tipo Rita Borsellino ed altri”. “Occorre seguire il solco dell’appartenenza alla politica che detiene il primato solidarietà e rinnovarlo quotidianamente in modo né ortodosso, né eterodosso”, ha aggiunto il responsabile Enti Locali del Fiorellino, “con un nuovo orgoglio e capace di intercettare le istanze giovanili e sociali della modernità che avanza”. Un convegno, apripista a nuovi scenari che, siamo sicuri, si proietta verso il futuro con spirito di grande interesse politico e culturale.

(di Marianna Morante)


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