Contratto collettivo in Comune, la Cisl esulta: “Salvata il salario accessorio”

Contratto collettivo in Comune, la Cisl esulta: “Salvata il salario accessorio”

17 gennaio 2019

“E’ bastato che la politica andasse via per riprendere le relazioni sindacali al Comune di Avellino, scomparse da mesi, e non perdere il salario accessorio maturato nell’anno 2018”. Il Segretario generale della Cisl Fp IrpiniaSannio Antonio Santacroce sottolinea come “per sbloccare la situazione di stallo creatasi per una politica confusa, alla ricerca di un equilibrio amministrativo, avevamo, come organizzazione sindacale, interessato anche le istituzioni locali”.

“E’ bastato l’arrivo di un Commissario per consentire che la delegazione di parte pubblica, unitamente alle parti sociali, in pochissimo tempo stipulasse il contratto decentrato integrativo anno 2018 al Comune di Avellino, recuperando tutto il tempo perduto”, precisa.

“Certamente si poteva fare meglio, ma il tempo era poco e si doveva decidere nella responsabilità dei ruoli che ognuno di noi copre e soprattutto nell’interesse dei lavoratori. Anche se fortemente in ritardo non potevamo esimerci dal firmare la proposta che vede onorare ai dipendenti tutte le spettanze maturate nell’anno 2018, l’avvio di un percorso di progressioni orizzontali e l’impegno del Commissario Prefettizio, Giuseppe Priolo, di concludere, prima del termine del suo mandato, anche la stipula del contratto collettivo decentrato integrativo 2019”.

“Trasparenza, risparmio, riorganizzazione degli uffici e dei servizi, contratto decentrato, performance, macro e microstruttura ed altro sono queste le tante questioni che attendono risposta. Adesso – aggiunge Santacroce – se dalle parole dette dal Commissario vogliamo passare ai fatti, occorre una scossa, una forte presa di responsabilità su tutte le problematiche che investono il personale così come lo fanno i lavoratori che ogni giorno, anche in condizioni disagiate, responsabilmente garantiscono il funzionamento degli uffici e dei servizi da erogare alla cittadinanza”.

“I dirigenti che sono a capo delle strutture devono conoscere gli obiettivi da conseguire, il budget di spesa ed il personale a disposizione. Prima di tutto, per sopperire ai numerosi pensionamenti, è necessaria la valorizzazione e riqualificazione del personale interno che deve essere vista come una leva davvero strategica ed irrinunciabile per fare il salto di qualità per l’erogazione di servizi agli utenti”.

“Sia chiaro non è nostro intento sponsorizzare nessuno né del passato né del presente e non vogliamo difendere l’esistente nelle sue complesse problematiche ma ci sono molte cose che non vanno e tante che devono essere migliorate. Importante è destinare risorse al welfare integrativo ossia la concessione di quei benefici di natura assistenziale e sociale, in favore dei propri dipendenti, tra i quali: iniziative di sostegno al reddito della famiglia; supporto all’istruzione e promozione del merito dei figli; contributi a favore di attività culturali, ricreative e con finalità sociale; anticipazioni, sovvenzioni e prestiti a favore di dipendenti in difficoltà ad accedere ai canali ordinari del credito bancario o che si trovino nella necessità di affrontare spese non differibili; polizze sanitarie integrative delle prestazioni erogate dal servizio sanitario nazionale. Siamo partiti con il piede giusto e ci auguriamo che questo esempio valga anche per tutti gli Enti della nostra provincia”, conclude Antonio Santacroce