Consiglio provinciale: la politica sceglie il rinvio

30 maggio 2005

Ente Provincia – Non era previsto all’ordine del giorno ma il caso Irm si è insinuato prepotentemente nell’aula consiliare di Palazzo Caracciolo a reclamare i propri diritti. E lo ha fatto attraverso i rappresentanti del comitato Monte Sant’Angelo: armati di magliette e pronti – ma non altrettanto convinti – ad una protesta, i cittadini di Manocalzati hanno sollecitato l’Esecutivo provinciale ad una maggiore attenzione rispetto all’argomento. La voce è unanime: quale sarà la sorte dello stabilimento dei fratelli Pescatore? La classica palla al balzo prontamente presa dal capogruppo consiliare dei Ds Franco Mazza, “amareggiato per essere stato frainteso nella scorsa seduta. La mia è una battaglia per la salute dei cittadini. E’ stata interpretata, invece, come la battaglia di chi vuole mettere sul lastrico 130 famiglie. La realtà è diversa. Questa dovrebbe essere la guerra di tutti: quanto è accaduto non si dovrà mai più ripetere. Per questo ho chiesto alla Regione di non rinnovare le autorizzazioni all’impianto in questione”. Fallito il tentativo di bloccare la discussione sul nascere, ha preso la parola il capogruppo della Margherita Giuseppe De Mita che ha abolito ogni tipo di strumentalizzazione avallando l’idea dell’adozione di una linea di rigore. “Non vogliamo mettere da parte i problemi ma non vogliamo neanche strumentalizzare l’opinione pubblica. Il testo presentato nella scorsa seduta consiliare risuona più come una sentenza che come un provvedimento politico amministrativo. Per questo ritengo che l’unico passo che si possa fare è quello di convocare una conferenza dei capigruppo ad hoc che possa stilare un deliberato con una proposta coerente alla nostra politica”. Ma il Bilancio chiede lo spazio che gli spetta di diritto. Non transige la presidente De Simone che, ancora una volta, con pugno di ferro, chiude il dibattito sull’Irm: “Il nostro compito è quello di agire nell’ambito delle nostre competenze in modo non demagogico ma democratico. Nella storia di questo Consiglio non è mai stata varata una Commissione d’Inchiesta. Per l’Irm, invece, è stato fatto. Ed è stato fatto tanto altro ancora. Ho ritenuto opportuno rimandare la discussione per approfondire e riflettere sulla materia. Un’istituzione non può pronunciarsi su ciò che desidera la platea. Oggi, e lo dico con il massimo rispetto, dobbiamo discutere di Bilancio”. Una pausa, dunque, che senza dubbio scaturirà in una discussione più approfondita non appena sarà messa la parola fine all’argomento bilancio. A prendere la parola è dunque l’assessore Rossella Grasso che relaziona sull’argomento in modo chiaro e con dati alla mano: “Le disposizioni introdotte dalla manovra finanziaria 2005-2007 hanno imposto nuovi vincoli alla finanza locale riducendo gli spazi decisionali degli enti territoriali e lasciando un esiguo margine di manovra sul versante delle entrate. Tenuto conto dei limiti normativi appare evidente quanto sia stato difficile procedere all’impostazione del primo bilancio di previsione e della programmazione finanziaria per il triennio 2005-2007. L’applicazione del tetto anche alle spese in conto capitale ha determinato una forte contrazione con inevitabili conseguenze sullo sviluppo locale. Lo sforzo comune è andato sull’elaborazione di una proposta di bilancio in linea con il programma elettorale del presidente e della coalizione di centrosinistra che ha cercato di dare risposte alle istanze del territorio e alle esigenze dell’Ente. Oltre alle funzioni essenziali dei servizi per l’impiego, la tutela del territorio, la costruzione e la manutenzione di strade e scuole, la programmazione garantisce una corretta politica degli investimenti di infrastrutture e di sviluppo del territorio. Il bilancio arriva in aula in ritardo perché gli enti locali hanno cercato fino all’ultimo di ottenere dei correttivi al calcolo del Patto di stabilità che restituissero forza alla politica di bilancio. La risposta è giunta nei giorni scorsi solo per i Comuni fino a 5 mila abitanti che per il 2005 verranno esclusi dal regime del Patto”. Una relazione “elementare affinché possa giovare alla comprensione dei poco pratici della materia”, così come definita dalla stessa Rossella Grasso. Sei le voci sulle entrate: E. 24.358.102,57 le entrate tributarie; E. 51.332.136,02 le entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della Regione e degli altri Enti pubblici anche in rapporto all’esercizio di funzioni delegate dalla Regione; E. 2.235.443,46 le entrate extratributarie; 243.765.714,40 le entrate derivanti da alienazione, da trasferimenti di capitale e da riscossione crediti; E. 1.202.498,99 le entrate derivanti da accensione di prestiti; 5.994.905,00 le entrate per servizi per conto di terzi. Una discussione sospesa che procederà nella seduta di oggi. Sempre che l’Irm non torni nuovamente alla ribalta. (di Manuela Di Pietro)