Consiglio Comunale: dalla maggioranza all’opposizione è tutto in stand by

Consiglio Comunale: dalla maggioranza all’opposizione è tutto in stand by

18 luglio 2018

Marco Imbimbo – L’insediamento ufficiale è arrivato solo la scorsa settimana, dopo che la commissione elettorale ha concluso le sue operazioni, ma il nuovo corso stenta a partire. Un problema comune sia a maggioranza che opposizione. In quest’ultimo caso i problemi si sono registrati fin da subito, da quando, in pratica, il sindaco Ciampi ha passato la nomina del presidente del Consiglio alla coalizione di Nello Pizza.

Una decisione, questa, che ha fatto saltare definitivamente quel labile equilibrio che manteneva unita una coalizione troppo vasta. L’idea di nominare il presidente del Consiglio ha stuzzicato vari gruppi e così sono sbucate più candidature. Da Enza Ambrosone in quota Pd (area De Caro) fino a Ugo Maggio (in quota Festa) senza dimenticare la candidatura autonoma di Stefano La Verde.

Tutti nomi ancora sulla carta e non ufficializzati, chiaramente, visto che il Consiglio Comunale ancora si deve riunire per la prima volta, ma soprattutto visto che Nello Pizza non ha più convocato la sua coalizione dopo la riunione post ballottaggio. E almeno fino alla prossima settimana non si dovrebbe muovere nulla. Morale della favola, visto il clima infuocato che si prospetta sull’indicazione di un presidente del Consiglio, Nello Pizza sembra orientato a non proporre alcuna figura, lanciando il messaggio che, qualora un candidato della sua coalizione dovesse farsi avanti, si tratterebbe di una scelta autonoma di lui e del suo gruppo, senza alcuna condivisione con la coalizione che, a quel punto, si asterrebbe dal voto.

Passando sul fronte opposto, quello dei gruppi che sostengono Vincenzo Ciampi, la situazione non è molto più rosea di quel che si registra nell’opposizione. Con l’unica differenza che i malumori ancora non si sono palesati. I tre alleati, Sabino Morano, Luca Cipriano e Dino Preziosi, attendono ancora una convocazione dal primo cittadino per discutere di linee programmatiche e la formazione della giunta. Sul primo punto, tra l’altro, si sono già registrati dei malumori la scorsa settimana, quando il primo cittadino ha presentato in conferenza stampa le sue dieci priorità. Punti individuati senza la condivisione con i tre alleati, salvo poi la polemica rientrare parzialmente constatando che si trattava di punti in comune con i programmi di ognuno di loro.

Nei fatti, però, non c’è stato alcun incontro ufficiale. I tre alleati attendono una chiamata mai arrivata dal dopo ballottaggio in poi. Di questo passo, Ciampi rischia di arrivare in Aula senza il sostegno esplicito dei tre gruppi (8 consiglieri in totale) che, a seconda dei singoli provvedimenti da approvare, prenderanno una posizione. Sulla formazione della Giunta, invece, cominciano a registrarsi pareri discordanti dai 5 Stelle. I tre alleati hanno più volte rimarcato l’importanza di un governo tecnico. Cipriano ribadisce che nessun consigliere di “Mai più” entrerà in Giunta, mentre Morano proporrà a Ciampi di ridurre il numero dai assessori da 9 a 5 e tutti a collaborazione gratuita. I 5 Stelle, invece, oltre a Gianluca Forgione al Bilancio, sono pronti a nominare Ferdinando Picariello al “Contenzioso e personale”, a cui andrebbe anche il ruolo di vicesindaco. Non è da escludere che che qualche consigliere comunale possa ricevere un incarico, di fatto andando in contrasto con la richiesta di una giunta tecnica da parte degli alleati.

Oltre a queste vicende strettamente politiche, poi ci sono quelle amministrative pronta ad essere valutate. Il Consuntivo 2017 è il vero scoglio, ma il problema potrebbe essere rinviato se la Prefettura concederà una proroga alla scadenza. Resta la questione di chi dovrebbe approvarlo. Ciampi ha più volte ribadito che spetta all’opposizione visto che si tratta di un atto del governo Foti, ma sono pochi i consiglieri riconducibili a quell’esperienza. Intanto il Consuntivo potrebbe subire delle modifiche in base al parere dei revisori dei conti in arrivo a Palazzo di Città. A quel punto, con un Consuntivo modificato, i consiglieri riconducibili all’esperienza Foti si sentirebbero liberi di non votarlo, in quanto non si riconoscerebbero più in quel documento contabile. Per contro gli alleati di Ciampi rimarrebbero fermi sulle loro posizioni, quindi difficilmente arriverebbe un voto favorevole da loro. I 5 stelle si troverebbero costretti a votare un Consuntivo non loro e sperare nell’astensione di quasi tutta l’Aula per evitare la bocciatura.

La vicenda del concertone di Ferragosto, invece, potrebbe diventare politica perchè, Luca Cipriano, si è più volte detto contrario all’evento ritenendolo una spesa inutile. Quei soldi  potrebbero essere utilizzati per organizzare una manifestazione più importante. Argomento, questo, che potrebbe diventare oggetto di scontro nella commissione consiliare preposta. A proposito di commissioni, anche la formazione di questi organismi rappresenterà un crocevia importante per l’amministrazione Ciampi. Ognuno di essi è formato da 5 componenti (3 maggioranza e 2 opposizione) con il presidente che spetta alla maggioranza, tolte le due di controllo (“Finanze” e “trasparenza”) che vanno all’opposizione. Avendo a disposizione solo 5 consiglieri in quota 5 Stelle, Ciampi dovrà valutare bene come distribuirli tra le varie commissioni, per non lasciarle nelle mani di opposizione e, attuali, alleati.