Congresso Sdi: scontro tra uscenti e ‘occupanti’. Sospesi i lavori

11 marzo 2006

Avellino – Un riformismo intelligente, convinto e coraggioso… ma soprattutto volto a superare il qualunquismo. Così il Segretario uscente dello Sdi, Luigi Mainolfi inaugura il Congresso … della svolta. Svolta che non c’è stata. Una convention, come prevedibile, teatro di puntualizzazioni e sferzate. Ma anche di esortazioni e richiami. All’unità e alla democrazia. E che si è trascinata oltre i tempi previsti a causa della spaccatura registrata sul metodo da adottare per l’individuazione del nuovo segretario. Alla base il dilemma ‘dati provinciali o regionali’ da cui partire per la nomina dei delegati. E non solo. La componente di Franco Addeo, che aveva in un primo momento abbracciato la mozione di Acocella e compagni, ha abbandonato i lavori insieme al gruppo degli ‘occupanti’. Intanto nella mattinata è la relazione dell’assessore Mainolfi a tenere banco. Si parte dunque dai numeri. Percentuali, quelle irpine, pari o superiori alle altre province campane. “Un risultato – precisa Mainolfi – senza poteri. Probabilmente si poteva fare di più e meglio ma è sempre più facile distruggere che costruire. La politica non è sinonimo di ipocrisia e furbizia. Abbiamo neutralizzato, negli anni, tentativi di incursione e oggi siamo nella condizione di crescere politicamente e partiticamente”. E a chi gli ricorda di aver saputo tenere sempre accesa la fiammella, risponde: “Mi considero un socialista che non si è mai rassegnato ad abbandonare il campo di battaglia. Dal 1995 ho cercato di evitare le provocazioni e di costruire il partito… coltivando le idee e non gli interessi”. Alla relazione del numero uno dello Sdi provinciale, seguono le due mozioni promosse dalla ‘vecchia guardia’ e dalle nuove leve socialiste. La prima affidata a uno dei fondatori del partito, Giovanni Acocella, la seconda al primo dei non eletti nell’ultima tornata regionale in quota Sdi, per lungo tempo militante diessino, Marco Alaia. È proprio l’avvocato del Mandamento a presentare ‘Unità socialista’: un documento di ‘incontro’ sottoscritto dall’intera fazione dei ‘dissidenti’ e che tenta di andare oltre la semplificazione del “chi occupa e chi è occupato”. Alaia sintetizza in tre punti -nazionale, regionale e provinciale- il quadro politico di un partito intenzionato a guardare avanti. Qualche perplessità sul nuovo progetto politico della Rosa nel Pugno, la condanna della gestione campana ferma sull’asse Margherita-Ds, maggiore capacità decisionale e sussidiarietà orizzontale sul fronte provinciale. “Le dimissioni di Di Lello hanno evidenziato un malessere collegato al ‘modus operandi’ di Palazzo Santa Lucia e l’Irpinia socialista ha condiviso tale presa di posizione. Ma credo anche che sia giusto non spendere il nostro dato elettorale sul tavolo delle trattative quando viene poi mortificato sul piano delle scelte”. Situazione analoga sul fronte politiche. “Una gestione delle candidature calata dall’alto – continua Alaia – che non ha tenuto nel giusto conto la rappresentanza irpina. Sarebbe stato doveroso convocare la direzione provinciale per definire il quadro interno di fronte ad una posizione che di fatto ci ha ignorati”. Sul piano organizzativo la mozione degli ‘occupanti’ propone trenta delegati di collegio (al fine di rafforzare le sezioni presenti sul territorio provinciale) e tre responsabili degli Enti Locali (uno per ogni due Comunità Montane) da affiancare al Segretario Provinciale. Acocella incassa e ribatte: “I numeri verranno dopo. L’importante è riuscire a realizzare un gruppo operativo all’interno del quale il rapporto dirigente-territorio sia propedeutico all’attività complessiva del partito”. E ancora: “Far sentire il bisogno di un nuovo slancio nel centrosinistra. Creare un punto di riferimento crocevia delle forze riformiste”. Da qui l’esplicazione della scelta di correre al fianco dei Radicali per le elezioni di aprile. “Una scelta strategica e non di sopravvivenza – precisa Acocella – Le decisioni si conciliano con l’avvenire del Paese e con le scelte della nostra coalizione di centrosinistra. Noi concorriamo ad un progetto comune ma portando la nostra esperienza socialista”. Botta e risposta che si concludono con un niente di fatto. (mari.mo)